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Usa, Biden si schiera sull’impeachment per Trump: “Penso che vada fatto”. Processo al Senato il 9 febbraio

Il presidente ritiene che la messa in stato d'accusa del suo predecessore debba procedere, anche se è convinto che il Senato non arriverà alla maggioranza dei 2/3 per il via libera
Usa, Biden si schiera sull’impeachment per Trump: “Penso che vada fatto”. Processo al Senato il 9 febbraio
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Solo pochi giorni fa, interpellato sull’impeachment per Donald Trump dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio, Joe Biden rimarcava che la decisione spettava al Congresso, preferendo sottolineare che al centro della sua agenda c’erano crisi economica e gestione della pandemia di coronavirus. Ma adesso il presidente decide di schierarsi e, parlando a Cnn, dice riguardo al processo: “Penso che vada fatto”. Aggiunge che potrebbe avere effetti sulla sua agenda legislativa e sui candidati al governo, ma ha detto che ci sarebbe “un effetto peggiore se non accadesse”. Il processo al Senato inizierà il prossimo 9 febbraio dove i democratici, con il voto della vicepresidente Kamala Harris, hanno la maggioranza. Ma affinché passi la messa in stato d’accusa è necessaria l’approvazione dei 2/3 dell’aula. Numeri che per Biden non ci sono, visto che servirebbe il voto di 17 senatori. “Il Senato è cambiato da quando ero lì, ma non è cambiato molto”, ha aggiunto.

Di cosa è accusato Trump – Ieri l’articolo per l’impeachment di Trump, inviato dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, è arrivato in Senato dove il deputato Jamie Raskin, che guida l’accusa, lo ha letto. L’ex presidente è accusato di “istigazione all’insurrezioneper i drammatici fatti dell’assalto al Congresso del 6 gennaio e viene definito “una minaccia per la democrazia“. Il processo sarà il quarto della storia Usa e il secondo per Trump. Sono in tutto cinque le pagine dell’articolo. In esse si sottolinea tra l’altro come il presidente Trump “ha messo in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e delle sue istituzioni, ha minacciato l’integrità del sistema democratico e ha ostacolato una pacifica transizione dei poteri”. “Per questo – si afferma – resta una minaccia per la sicurezza nazionale, per la democrazia e per la Costituzione”.

Nell’articolo si ripercorrono quindi le vicende che hanno portato all’accusa di “istigazione all’insurrezione”, in riferimento all’assalto al Congresso del 6 gennaio. Si ricordano “le continue false dichiarazioni nel mese precedente che parlavano di elezioni truccate che non dovevano essere accettate e certificate”. Poi il famigerato comizio del giorno dell’Epifania in concomitanza con la riunione del Congresso in sessione plenaria per certificare la vittoria di Joe Biden. La frase al centro dell’accusa, ricordata nell’articolo, è quella in cui Trump invita i sostenitori ad agire: “Se non combattete come indemoniati non avrete più un Paese”. Nell’articolo di impeachment infine si fa riferimento anche alla chiamata giorni prima al segretario di stato della Georgia in cui Trump, avanzando delle minacce, chiede con forza di trovare i voti necessari per sovvertire l’esito delle elezioni nello stato chiave del sud vinto da Biden.

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