Rimproveri, preghiere, ma anche minacce velate nel tentativo di ribaltare la sconfitta in Georgia alle ultime Presidenziali, arrivata per poche migliaia di voti. C’è tutto questo in una registrazione della chiamata effettuata dal presidente americano, Donald Trump, al segretario di Stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, nella quale il tycoon ordina al compagno di partito di “trovare” abbastanza voti per ribaltare la vittoria di Joe Biden. “È un insolente, sfrontato abuso di potere da parte del presidente degli Stati Uniti”, ha dichiarato la vice presidente eletta Kamala Harris, in Georgia per sostenere i candidati dem nei due ballottaggi al Senato del 5 gennaio.

I contenuti del colloquio tra i due, durato circa un’ora e pubblicato dal Washington Post, svelano le pressioni fatte dall’inquilino della Casa Bianca su Raffensperger e l’allusione a vaghe conseguenze nel caso in cui quest’ultimo si rifiuti di sostenere le sue accuse infondate di brogli elettorali, fino a dirgli che se non lo avesse fatto avrebbe corso “un grande rischio”. Iniziativa che per gli esperti di elezioni solleva anche questioni legali.

Nonostante le pressioni, Raffensperger e il suo avvocato hanno respinto le richieste, spiegando al presidente che si basa su false teorie cospirazioniste e che la vittoria del presidente eletto Joe Biden in Georgia per 11.779 voti è giusta ed accurata. Ma Trump ha contrattaccato. “I cittadini della Georgia sono arrabbiati, i cittadini del Paese sono arrabbiati – ha detto – Non c’è niente di sbagliato nel dire che avete ricalcolato”, ha aggiunto. “Signor presidente, i dati che lei ha sono sbagliati”, gli ha risposto Raffensperger. Ad un certo punto, allora, il tycoon gli confida: “Tutto quello che voglio fare è questo. Voglio solo trovare 11.789 voti, che sono molti di più di quelli che abbiamo. Perché abbiamo vinto lo Stato”.

Lo scoop è arrivato mentre il nuovo Congresso, sotto lo scacco della pandemia che ha ridotto la cerimonia all’osso, si è insediato con il giuramento degli eletti e la votazione per rieleggere Nancy Pelosi speaker di una Camera rimasta con una più risicata maggioranza democratica, in attesa dei due ballottaggi del 5 gennaio in Georgia che decideranno le sorti del Senato.

La minaccia dei senatori repubblicani – Il giorno successivo, invece, il parlamento si riunirà in sessione plenaria sotto la presidenza di Mike Pence per certificare il voto del collegio elettorale in una seduta che si prevede tempestosa: 12 senatori repubblicani, guidati dall’ex candidato presidenziale Ted Cruz, hanno annunciato che intendono contestare la vittoria di Joe Biden, a meno che il Congresso non nomini una commissione elettorale che riesamini in 10 giorni i risultati negli Stati più contesi, come successe nelle presidenziali del 1876. Alla fine i singoli Stati dovrebbero valutare le conclusioni della commissione e convocare una sessione parlamentare speciale per certificare eventualmente il cambio del loro voto. Una iniziativa accolta con favore da Pence, che finora aveva deciso di non appoggiare le mosse per cambiare l’esito delle elezioni. Sul piede di guerra, secondo la Cnn, anche 140 deputati del Grand Old Party. Si tratta della più grande ‘rivolta’ del genere in quasi un secolo e mezzo.

La manovra non ha alcuna chance di successo perché occorre il consenso di entrami i rami del parlamento per ribaltare il voto ma potrebbe ritardare sino a notte fonda la proclamazione della vittoria di Biden e complicare la sua missione di riconciliare il Paese. Nello stesso giorno, peraltro, Trump conta di portare sotto il Congresso migliaia di fan per una manifestazione di protesta ‘wild’, selvaggia.
La mossa però rischia di spaccare i repubblicani, dopo che il leader dei senatori Mitch McConnell ed altri membri del suo partito hanno riconosciuto il successo di ‘Joe’.

I ballottaggi in Georgia – Tutti gli occhi intanto sono puntati sui cruciali ballottaggi in Georgia. Sulla carta i senatori uscenti David Perdue (costretto alla quarantena anti Covid) e Kelly Loeffler sono favoriti (il primo è arrivato in testa nel primo turno, la seconda dovrebbe beneficiare dei voti di un altro conservatore sconfitto) ma le gare sono testa a testa. Nella media degli ultimi sondaggi di RealClearPolitics i dem Jon Ossoff, giornalista investigativo, e Raphael Warnock, un pastore afroamericano, sono avanti rispettivamente del 2% e dell’1%. “Possiamo fare la storia”, ha detto Ossoff, mentre l’ottantenne Pelosi entrava nuovamente nel libro dei record, come la prima persona a riconquistare per la seconda volta il ‘gavel’, il martelletto cerimoniale dello speaker.

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