Quattro morti, 13 feriti e 52 arresti: è il bilancio provvisorio degli scontri nella manifestazione di protesta dei sostenitori di Donald Trump a Washington, scoppiata nella serata del 6 gennaio, durante la quale la sede del Congresso Capitol Hill è stata presa d’assalto. Secondo la polizia i numeri sono destinati ad aumentare. Nella giornata in cui avrebbe dovuto ratificare i voti del Collegio elettorale e quindi la vittoria del democratico Joe Biden, il Congresso si è trasformato nel campo di battaglia dei sostenitori di Trump. Aizzati dal loro leader – ancora formalmente presidente degli Stati Uniti – i protestanti hanno attaccato la polizia e sono riusciti a irrompere dentro Capitol Hill proprio mentre era in corso la seduta. Le immagini che arrivano dagli Stati Uniti raccontano di scontri con la polizia, spari, lacrimogeni. Gli agenti della sicurezza hanno dovuto estrarre le armi per difendere i parlamentari. I politici hanno dovuto indossare maschere antigas e stendersi a terra per proteggersi. Tra gli arrestati 4 lo sono stati perché in possesso di pistole, uno per possesso di arma proibita, 47 per violazione del coprifuoco e ingresso illegale al Congresso.

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