È stata eseguita la pena di morte per l’unica donna detenuta in un braccio della morte. La prima in quasi 70 anni dopo che l’ormai ex presidente Donald Trump ha ripristinato la pena capitale per reati di competenza governativa. Il giudice distrettuale James Patrick Hanlon aveva bloccato l’iniezione letale prevista per ieri per Lisa Montgomery sostenendo che prima una corte deve accertare le capacità mentali della detenuta. Una decisione che si pensava avrebbe fatto slittare l’esecuzione a dopo l’insediamento del presidente appena eletto Joe Biden, che avrebbe potrebbe graziare o commutare la condanna essendosi impegnato a lavorare per abolire la pena di morte.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha poi dato il via libera al dipartimento di Giustizia. La sentenza ha quindi consentito all’Ufficio federale delle carceri di procedere con l’esecuzione. Nel dicembre 2004 Montgomery uccise la 23enne Bobbie Jo Stinnett, rimuovendo il bambino dal grembo della donna e poi tentando di far passare per suo il neonato. Gli avvocati di Montgomery, 52 anni, hanno affermato che abusi sessuali subiti durante l’infanzia di Montgomery abbiano portato a “danni cerebrali e gravi malattie mentali”. Violenze subite dal patrigno con l’omertà della madre. La donna partì dal Kansas e andò a casa di Bobbie Jo Stinnett, in Missouri, fingendo di voler acquistare uno dei cuccioli di cane allevati dalla donna, all’epoca incinta di otto mesi. Ma, una volta entrata, la strangolò e le tagliò il ventre con un coltello da cucina per estrarre la bambina, ancora viva, con l’obiettivo di far credere che fosse sua figlia. Il caso, che scosse l’America, ispirò libri ed episodi tv.

L’ultima donna ad essere giustiziata in Usa era stata Bonnie Heady, nel 1953 in una camera a gas del Missouri. Insieme al marito Carl Hall, anche lui condannato a morte, rapì a scuola il figlio di sei anni di un ricco imprenditore, lo uccise e chiese quello che allora fu il più grande riscatto nella storia americana: 600.000 mila dollari, l’equivalente oggi di oltre 5 milioni di dollari. Trump aveva già supervisionato 10 esecuzioni, rifiutandosi di bloccare le tre restanti nonostante la consueta ‘tregua’ nel periodo di transizione: se verranno portate a termine, sarà il presidente che ne ha collezionato di più in oltre un secolo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Irlanda, 9mila bambini morti nelle case per ragazze madri: il ‘mea culpa’ di Dublino su 76 anni di maltrattamenti

next