Nelle stazioni delle metropolitane i manifesti per spiegare il testamento biologico. Se a tre anni dalla legge, infatti, fra i primi ostacoli che ne impediscono la piena applicazione c’è la mancanza di una campagna di informazione istituzionale, destinata a medici, operatori sanitari e a tutti i cittadini italiani sul diritto di scelta sul loro fine vita, oggi l’Associazione Luca Coscioni lancia una sua campagna, dando il via alle affissioni sulle reti di trasporto pubblico e sulle edicole di alcune delle principali città italiane.

LA CAMPAGNA CHE NON C’ERA – Le stazioni delle metropolitane di Milano, Roma, Torino, Napoli e Brescia ospiteranno per le prossime due settimane manifesti che informano sul diritto a scegliere sulla propria vita e sulla possibilità di redigere il proprio testamento biologico (“Fare Biotestamento oggi è facile è gratuito!”), rimandando con un QR code al sito della Associazione Luca Coscioni dove poter scaricare il modulo apposito. Non è un caso se il simbolo riportato sui manifesti è quello della Statua della Libertà. A Milano, inoltre, partecipano alla campagna anche 150 edicole, con l’esposizione di altrettanti manifesti con la scritta “Sulla tua vita ora scegli tu”.

LE CONSEGUENZE DEI RITARDI ACCUMULATI – L’assenza di campagne informative ha determinato una situazione di confusione generale con un effetto negativo sulla possibilità che i cittadini potessero beneficiare di quello che, a tutti gli effetti, è un loro diritto. In alcuni Comuni, in piena violazione della legge, non è stato accettato il deposito delle DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento), ovvero le disposizioni rispetto ai trattamenti che ognuno può decidere, in anticipo, di voler accettare o rifiutare nel momento in cui dovesse trovarsi in condizione di non poter comunicare la propria volontà. In determinati casi, a provocare i ritardi sono state le difficoltà di accesso agli uffici causa Covid-19 per persone che avrebbero invece avuto necessità di un deposito immediato.

SOLO 200MILA CITTADINI HANNO REDATTO LE DAT – Solo sul sito dell’Associazione Luca Coscioni sono stati scaricati fino ad oggi più di 60mila moduli per il biotestamento, senza contare le migliaia di richieste di informazioni di cittadini che da anni ormai arrivano
quotidianamente. Secondo un recente sondaggio di Swg commissionato dall’associazione, il testamento biologico è conosciuto dall’83% degli intervistati, ma il 71% ignora le procedure per il rilascio delle Disposizioni anticipate di trattamento. Per l’84% per cento la causa
di questa difficoltà è da legare alla scarsa informazione da parte delle istituzioni. “Senza informazione, la legge sul testamento
biologico per molti non esiste nemmeno” sottolinea Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, che spiega come su oltre 60 milioni di
italiani le stime ufficiali parlino di 200mila cittadini che hanno redatto le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. “Ciò significa che
il diritto a scegliere è riservato a un’élite di persone particolarmente sensibili al tema – aggiunge – e in grado di cercare
da sé le informazioni. Il Governo che, in virtù della legge 219/17 sulle DAT, avrebbe dovuto organizzare una campagna informativa, non ha fatto alcunché”.

LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI – Nel frattempo, si continua a chiedere conto al Governo attraverso interrogazioni parlamentari. Il 14 dicembre 2020, la deputata Giuditta Pini (Pd) ha depositato un’interrogazione al ministero della Salute per sapere come e in quali tempi si intenda da un lato colmare un’altra lacuna, ossia quella della videoregistrazione della DAT, attualmente non possibile attraverso i Comuni e, dall’altro, fornire indicazioni precise ai municipi circa il ritiro delle disposizioni di persone impossibilitate per ragioni di salute a recarsi presso l’ufficio di Stato Civile del Comune di residenza.

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