Una condivisione bipartisan, come capita praticamente ogni anno. Ma che questa volta ha una maggiore rilevanza. Nell’atteso discorso di fine anno di Sergio Mattarella il più visto dal 1986, cioè da quando esiste l’auditel e quindi probabilmente di sempre – il presidente della Repubblica ha incluso alcuni messaggi evidentemente indirizzati alla politica. Concetti che arrivano in un momento in cui l’esecutivo di Giuseppe Conte è messo sotto pressione da Matteo Renzi, alla vigilia di quello che per il presidente della Repubblica deve essere l’anno della ripartenza. E che soprattutto, come ha sottolineato lui stesso alla fine del suo intervento, sarà l’ultimo del suo mandato: un Mattarella bis, ipotizzato da più parti, è da escludere. Bisognerà trovare un altro nome in grado di intercettare un’ampia maggioranza in Parlamento nel gennaio del 2022. Sempre che per allora non ci sarà già un’altra maggioranza o un nuovo Parlamento, nel caso davvero Renzi decidesse di sfilarsi da quella attuale.

“Il tempo dei costruttori, no a illusori vantaggi di parte” – Prima però ci sarà da affrontare il 2021. Un anno che il capo dello Stato ha definito come il “tempo di costruttori“, “un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova”. Per questo motivo “non si deve perdere tempo” e “non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte”. Una frase che molti hanno inteso come un richiamo rivolto all’attuale caos politico, con la maggioranza in balia delle richieste di Italia viva che minaccia di far cadere il governo in un momento delicatissimo. “Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà”, ha detto Mattarella, che sull’unione istituzionale ha insistito più volte durante tutto l’anno appena trascorso. Un passaggio colto anche dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte. “È stata la solidarietà, nazionale e internazionale, a portarci fin qui, alle porte della rinascita. Ora arriva il compito più difficile, quello di continuare a restare coesi e di utilizzare rapidamente e al meglio le risorse utili a sostenere le persone più colpite da questa crisi, nella consapevolezza – come ha detto Mattarella – che ‘ora è il tempo dei costruttori‘. Sono certo che ce la faremo”.


Renzi parla di vaccini, Rosano: “Non strattonare il presidente” – E Matteo Renzi? Si sarà riconosciuto in quegli “illusori interessi di parte“? Come avrà inteso quel “ora è il tempo dei costruttori”? “Le parole del Presidente rappresentano totalmente lo spirito di un Paese ferito ma pronto a ripartire”, si è limitato a dire il leader di Italia viva. Che preferisce commentare solo l’appello del capo dello Stato sui vaccini. “Il richiamo di Mattarella alla scienza e all’Europa mostra con chiarezza i due pilastri che permetteranno di uscire dal tunnel della pandemia: i vaccini e l’aiuto economico comunitario. Italia Viva ringrazia il Presidente della Repubblica per la sua guida autorevole e saggia”. Per il piccolo partito creato dall’ex premier parla invece Ettore Rosato. Per dire cosa? Per negare di essere l’oggetto del riferimento del capo dello Stato. “Strattonare il Presidente della Repubblica in un senso o nell’altro non è mai un buon lavoro. Nel discorso di Mattarella non c’è alcun passaggio che metta in discussione il nostro lavoro”, sostiene il presidente d’Italia viva interpellato dall’agenzia Ansa. Che nonostante le varie minacce del suo partito al governo, arriva a dire: “Più costruttori di noi non c’è nessuno. Stiamo presentando le nostre proposte per il futuro dell’Italia, perché siamo preoccupati che non si perda tempo e non si disperdano energie. È il compito della politica”.


Letta: “Nessuno potrà dire di non aver capito” – Eppure che quel riferimento fosse indirizzato proprio ai renziani lo pensano più fonti. “Il messaggio di Mattarella è stato forte e chiaro. Inequivocabile. Non ci si lasci trascinare da interessi di parte. Si pensi alla comunità e all’interesse generale. Nessuno potrà dire di non aver capito“, ha scritto su twitter Enrico Letta, uno che da Renzi è stato sfrattato da Palazzo Chigi proprio da Renzi. Più sfumato l’intervento di Nicola Zingaretti. “Non siamo in balia degli eventi. Ora dobbiamo preparare il futuro. Dal Presidente Mattarella un grande messaggio che chiama tutti alla responsabilità, al senso di comunità e all’impegno per la rinascita italiana insieme a un’Europa che sta cambiando. È tempo di ricostruire. Grazie Presidente!”, dice il segretario del Pd. Stessi toni usati dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Le parole del Presidente Mattarella, come sempre, indicano la via da percorrere. La scienza ci offre l’arma più forte in questo momento: il vaccino. Restiamo uniti. Viva la Repubblica. Viva l’Italia”.

Pure Berlusconi è per l’unità – Parla di strada da seguire anche il presidente della Camera, Roberto Fico. “Ci apprestiamo a metterci alle spalle un anno difficile, il più difficile dal dopoguerra ad oggi. Le parole del presidente Mattarella indicano la rotta da seguire per affrontare il 2021 e le numerose sfide che siamo chiamati a fronteggiare”, scrive su facebook la terza carica dello Stato. La seconda, invece, si concentra sull’appello alla responsabilità di Mattarella: “Ritengo giusto il forte richiamo del Capo dello Stato alla responsabilità di tutti gli italiani, ognuno per la sua parte, per superare l’emergenza”, dice invece la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Un messaggio simile a quello di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, la componente più dialogante dell’opposizione: “Credo in particolare sia molto importante che il Presidente della Repubblica abbia ribadito, in questa occasione solenne, l’appello ad un’unità sostanziale della nazione e della sua classe dirigente, unità che non cancella le distinzioni di parte ma che le supera in nome della comune responsabilità verso il futuro del Paese e verso le nuove generazioni”.

Meloni e Salvini: “Pronti a fare la nostra parte” – Dicono di condividere le parole di Mattarella, ma per motivi diversi, anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Che poi però sembrano stravolgerle a proprio piacimento. “Facciamo nostro il suo appello ad affrontare il piano europeo per la ripresa in modo concreto ed efficace, senza disperdere risorse come invece purtroppo è stato fatto negli ultimi mesi”, dice la leader di Fratelli d’Italia. “Noi – continua – siamo pronti a fare la nostra parte e ci auguriamo che anche il governo faccia la sua: definisca subito il piano e lo sottoponga al Parlamento, alle Regioni e alle forze sociali. Se non è in grado tolga il disturbo e lasci che il 2021 sia anche l’anno in cui gli italiani possano tornare a scegliersi un governo all’altezza delle sfide che ci attendono”. Per il leader della Lega, invece, il riferimento al “tempo dei costruttori” sono “parole sante, come fondamentale e non scontata è la richiesta di più attenzione e più aiuti concreti per i disabili, un popolo di 6 milioni di Italiani che più di altri ha sofferto per il Covid. L’anno non può cominciare con una politica che perde tempo a parlare di rimpasti, litigi, poltrone”. Concetti, quelli di Salvini e Meloni, che per la verità non sembrano avvicinarsi per niente a quella “convergenza di fondo” auspicata dal capo dello Stato.

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