Si conclude uno dei mondiali più brutti della storia della Formula 1. Una stagione che rischiava di non partire e che forse, per gli uomini di Maranello visti i risultati ottenuti, sarebbe stato meglio non fosse mai partita.

Senza pubblico, con le sale stampa semideserte, un monopolio del duo Mercedes-Hamilton indisturbato – se non in sporadiche occasioni – un crollo di ascolti e di interesse generalizzato, se ne va un mondiale che verrà ricordato solo per essere stato segnato, in tutto e per tutto, dal Covid e dai suoi protocolli sanitari i quali hanno stravolto forse l’essenza stessa della vita del circus e del paddock della Formula 1.

Ora comincia un inverno lungo e rigido, forse ancor più rigido tra le mura di Maranello. Gli scossoni non sono mancati e se già da qualche Gran Premio ci si interrogava sull’opportunità dell’assenza al muretto del Team Principal Ferrari, ora si sono aggiunte le improvvise e misteriose dimissioni del suo Amministratore Delegato Luis Camilleri. Uomo che non mi aveva mai convinto, almeno sulle sue capacità di guidare un team di F1, non certo per quelle finanziarie. Lo so, non è l’Ad che si occupa direttamente di Formula 1, ma Marchionne lo faceva, e la F1 è sempre stata strategica per il cavallino, questo si sa.

Prima Binotto che lascia Abu Dhabi per motivi di salute, poi Camilleri che si dimette per motivi personali. Tanto mistero intorno alla Rossa, e chi non penserebbe a male e a chi non ha sfiorato un pensiero malizioso quando si sono apprese le due notizie in rapida successione? Mi fermo qui, non aggiungo altro. Lascio a voi i commenti.

Almeno il 2021 ci regalerà il ritorno di nomi altisonanti: Alonso che torna puntando più forse al 2022 che al 2021 e Schumacher junior che inizia la sua carriera in F1 nella speranza di ricalcare le orme del padre, anche se fino ad oggi del padre si è visto ben poco. La vittoria nel campionato di Formula 2 di certo non certifica la presenza di talento puro, considerando alcuni nomi che in passato vinsero questa competizione e che poi hanno dato vita a carriere anonime in F1 o, meglio ancora, a carriere in altri ambiti professionali del tutto diversi da quello del pilota.

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