“Il rapporto di collaborazione con l’Egitto è stato particolarmente laborioso, difficoltoso, complesso e non pienamente compiuto perché, per ritenerlo tale, l’autorità egiziana dovrà rispondere e chiarire tutti gli aspetti e quesiti che noi abbiamo formulato attraverso le nostre rogatorie, alcune delle quali attendono ancora risposta”. Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Michele Prestipino, parlando davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni. Prestipino ai commissari ha spiegato di aver chiesto “con determinazione alle autorità giudiziaria egiziana, cosa che io oggi ancora auspico, di adoperarsi affinché ci sia l’elezione di domicilio degli indagati, perché questa toglie ogni possibilità di dubbio sul fatto che questi non conoscano il processo al quale vengono sottoposti. Questo risultato non sappiamo se avverrà. Però noi abbiamo preso ugualmente le nostre determinazioni”.
Due settimane fa, il 24 novembre, l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva detto come, a suo parere, la non collaborazione di Al Sisi fosse “un falso”. “Non è stata sufficiente ma c’è stata” aveva sottolineato il senatore di Italia Viva

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