“Non è stato possibile caricare i tuoi metodi di pagamento, riprova per piacere”. “Si è verificato un errore temporaneo nel salvataggio di questa carta”. “Non siamo riusciti a recuperare la tua carta PagoBancomat”. E la rotella che gira all’infinito. Sono questi i messaggi d’errore che ormai da qualche giorno compaiono fissi agli utenti che provano disperatamente a registrarsi sull’App Io per aderire al cashback di Stato che prende il via oggi. Dall’8 dicembre infatti, chi fa acquisti con carta o bancomat nei negozi fisici può ottenere la ‘restituzione’ del 10% di quanto speso, fino ad un massimo di 150 euro, a patto che entro il 31 dicembre faccia almeno dieci transazioni. Solo che, appunto, l‘app dei servizi pubblici IO è andata in tilt a causa del gran numero di accessi per registrare le carte e ora è ancora molto rallentata.

E per questo motivo la stessa App dal proprio profilo Twitter ha lanciato una serie di post con informazioni utili per gli utenti, spiegando essere al lavoro per risolvere i problemi. Come sempre però, sui social si è scatenata l’ironia: “Potreste chiedere anche voi a Pornhub“, ha scritto infatti un utente riferendosi a quanto accadde nei mesi scorsi a sito dlel’Inps, con il portale del porno che offrì i propri server per sostenere la mole di richieste per il bonus alle partite Iva. E, inaspettatamente, il profilo ufficiale dell’App Io gli ha risposto a tono: “Dopo questo periodo di stress, sicuramente aiuterà a rilassarci“.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Alessandro Borghese indagato per fatture false, si difende: “Fregato da un parente, una bastardata fatta alle mie spalle”

next
Articolo Successivo

Elon Musk: “Vendo tutto per costruire una città su Marte”

next