Fori sulle pareti a simulare buchi di proiettili, come dopo una sparatoria. Sui muri le immagini di don Vito Corleone, interpretato da Marlon Brando, tratte dal film ‘Il Padrino‘, vicino alle foto che ritraggono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È l’arredamento scelto da una pizzeria a Francoforte sul Meno, in Germania, che ha scelto proprio il nome “Falcone e Borsellino”, i due magistrati uccisi dalla mafia nel 1992, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. La sorella di Giovanni Falcone, la professoressa Maria Falcone, ha fatto ricorso al tribunale tedesco denunciando la violazione della memoria dei due giudici.

Ha chiesto al Tribunale di Francoforte di impedire al proprietario del locale, Constantin Ulbrich, di utilizzare il nome Falcone e Borsellino nell’intestazione della pizzeria. Ma il responso è stato negativo: il suo ricorso è stato respinto, perché il giudice Falcone “ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori. Non alla gente comune che frequenta la pizzeria”. Inoltre, scrive il tribunale, sono passati quasi 30 anni dalla morte di Falcone e il tema della lotta alla mafia non è più così sentito tra i cittadini.

A nulla sono valsi i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone che testimoniano la fama internazionale e la notorietà anche in Germania del magistrato palermitano. “È’ una sentenza che ci addolora molto”, ha commentato Maria Falcone. “Meno di due mesi fa – spiega la professoressa – al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu a Vienna, è stata approvata all’unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale“, ha specificato Falcone. “Faremo ricorso in appello contro un provvedimento che riteniamo ingiusto, anche alla luce del valore che assume in una città con una fortissima presenza di italiani che ben conoscono il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita”, ha concluso la professoressa.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha già dato incarico “ai competenti uffici del Ministero di verificare le condizioni per promuovere le più idonee ed efficaci azioni giudiziarie, in Germania e in Italia, a tutela del prestigio dei giudici Falcone e Borsellino e, dunque, delle istituzioni italiane”. Non solo. Bonafede scriverà alla ministra della Giustizia tedesca, Christine Lambrecht: “Analogamente a quanto avviene in Italia, nemmeno lei può entrare nel merito delle decisioni dei giudici. Ma è giusto che io rappresenti alla ministra l’effetto culturalmente devastante di una sentenza di questo tipo”.

“Il pronunciamento del Tribunale tedesco che ha negato tutela al nome dei giudici Falcone e Borsellino è di una gravità inaudita, non soltanto per la decisione in sé ma anche per le motivazioni che rappresentano un vero schiaffo alla memoria dei due magistrati, al loro sacrificio e a quello dei loro familiari”, ha scritto su Facebook la deputata di Italia Viva, Maria Chiara Gadda. Duro anche il commento del parlamentare del M5s Francesco D’Uva. “Le sentenze, anche quelle degli altri Paesi, – dice – si accettano sempre. Se del caso, si contestano nelle sedi opportune. Ma giusto una cosa voglio dirla: la figura del giudice Falcone è un simbolo della lotta antimafia nel mondo, non solo in Italia”.

L’indignazione è bipartisan. “Mi auguro che la Germania possa intervenire per tutelare i nomi di Falcone e Borsellino, dopo la sentenza mortificante di un tribunale tedesco che sminuisce la lotta alla criminalità organizzata e permette che ai magistrati-eroi venga intitolata una pizzeria per motivi puramente pubblicitari. Noi non dimentichiamo”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri parla di una “idiozia della giustizia tedesca, che non ha ritenuto meritevoli di tutela i nomi di Falcone e Borsellino, consentendo a una pizzeria di abusare di questa denominazione”.

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