La Commissione europea procede con la seconda tappa della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia “per non aver rispettato la totalità delle prescrizioni previste dalla direttiva che stabilisce requisiti minimi di sicurezza relativi all’infrastruttura e all’esercizio delle gallerie“. Il parere motivato recapitato da Bruxelles fa seguito alla lettera di costituzione in mora inviata a ottobre 2019, “la cui risposta non è stata ritenuta sufficiente a garantire la conformità”. L’Italia ha ora due mesi di tempo per informare la Commissione sulle misure adottate per porre rimedio alla situazione. Per lo stesso motivo sono sotto infrazione anche Belgio, Bulgaria, Croazia e Spagna.

All’inizio dell’anno era emerso che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva inviato una comunicazione alla direzione generale del ministero dei Trasporti, ad Autostrade per l’Italia, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e a tutti i Provveditorati alle opere pubbliche segnalando 105 gallerie che non rispettavano l’adeguamento previsto dalla direttiva per quanto riguarda i sistemi antincendio. Oltre alle 105 gallerie in carico ad Aspi, tra quelle citate ce n’erano altre novanta sotto la gestione di altre concessionarie e “probabilmente segnalate in altre lettere spedite ai gestori“. Stando a quei documenti le gallerie sarebbero “prive di impermeabilizzazione di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, di videosorveglianza, di sensori di rilevamento dei fumi e sistemi di allarme antincendio, luci di guida in caso di evacuazione, stanze a tenuta stagna”, e “senza un responsabile di riferimento in grado di monitorarle”. La scadenza per l’adeguamento era fissata al 30 aprile. La direttiva antincendio del 2004 era stata scritta dopo l’incidente del traforo del Monte Bianco che nel 1999 costò la vita a 39 persone.

La Commissione ha mandato un’altra lettera di messa in mora anche per aver mancato all’obbligo, previsto dal diritto Ue, di aprire il mercato a fornitori esteri del servizio di telepedaggio, l’esazione del pedaggio autostradale in forma elettronica (il Telepass). In Italia Telepass, controllata da Atlantia, opera in regime di sostanziale monopolio nel telepedaggio.
Il gruppo tedesco Dkv, hanno riportato diversi media, sta sperimentando un dispositivo che dovrebbe consentirgli di sbarcare sul mercato italiano nel 2021.

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