Come riportato dal FattoQuotidiano del 19 dicembre esistono altri fronti di indagini sulla sicurezza su strade e autostrade ed è quello delle gallerie. Almeno due procure – quella di Genova e quella di Avellino – attraverso il lavoro degli uomini della Guardia di finanza hanno acquisito un documenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Ebbene, come riportano oggi La Repubblica e Il Secolo XIX, questo organo tecnico del ministero delle Infrastrutture ha inviato una comunicazione alla direzione generale del Mit, ad Autostrade per l’Italia Aspi), al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e a tutti i Provveditorati alle opere pubbliche e segnalava segnalava 105 gallerie che non rispettano l’adeguamento previsto dalla direttiva europea 2004/54, recepita in Italia nel 2006, per quanto riguarda i sistemi antincendio. Non ci sono però solo le 105 gallerie in carico ad (Aspi), ma anche una novantina, in carico ad altre concessionarie e “probabilmente segnalate in altre lettere spedite ai gestori“. Stando a questi documenti le gallerie sarebbero “prive di impermeabilizzazione di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, di videosorveglianza, di sensori di rilevamento dei fumi e sistemi di allarme antincendio, luci di guida in caso di evacuazione, stanze a tenuta stagna; senza un responsabile di riferimento in grado di monitorarle”. La scadenza per l’adeguamento era fissato al 30 aprile. La direttiva era nata dopo l’incidente del traforo del Monte Bianco che nel 1999 costò la vita a 39 persone.

Le indagini della procura di Avellino – A metà dicembre il procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo, accompagnato dalla polizia giudiziaria nell’ambito delle indagini nate da uno stralcio del processo per i 40 morti precipitati con un bus nel 2013 dal viadotto di Acqualonga dopo il cedimento di una barriera con i tirafondi ormai marci per l’usura, era stato a Roma per notificare due decreti di esibizione atti. Lo scopo del decreto in doppia copia: acquisire la documentazione relativa alla situazione e alle procedure di manutenzione di una galleria dell’autostrada A16, la Napoli-Canosa. Si tratta della galleria Montemiletto, lunga quasi un chilometro. Una delle quattro gallerie del tratto tra Baiano e Benevento ricadenti nel territorio di competenza della Procura irpina. Ma l’unica di lunghezza superiore ai 500 metri, e quindi soggetta, in teoria, a misure di sicurezza e di prevenzione antincendio più stringenti rispetto alle gallerie di lunghezza inferiore. I problemi della galleria Montemiletto sono noti all’Uit (Ufficio Ispettivo Territoriale ), che l’ha inserita in un elenco delle criticità più rilevanti “ai fini della sicurezza stradale della rete Aspi”. Un documento in possesso della Procura di Avellino, che lancia l’allarme su 25 tunnel disseminati tra le province di Pescara, Salerno, Avellino, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti e Fermo. Sarebbero sprovviste, si legge nel prospetto, “di tutte le dotazioni minime di sicurezza non derogabili” previste da una legge del 2006 e il concessionario – rilevava il ministero – non avrebbe adempiuto alle prescrizioni di regolamento del 2011 per la prevenzione degli incendi “che avrebbero dovuto essere attivati presso le competenti sedi dei Vigili del Fuoco (Certificato Prevenzioni Incendi)”. Ovviamente Aspi, e gli altri concessionari, non sono stati con le mani in mano e ha messo a punto delle precauzioni. Ma “le Società Concessionarie – sottolinea l’Ufficio ispettivo ministeriale di Roma – hanno individuato misure alternative corredate di analisi di rischio, per le quali nessuna valutazione è stata emessa da parte dell’Autorità competente in materia di sicurezza delle gallerie”. Le conclusioni del documento, che affronta anche le criticità dei viadotti e delle barriere, sono categoriche: “Le gallerie sono (…) il problema più grave in termini di sicurezza. Ripetutamente si susseguono incidenti in galleria sulla A14”. Non solo. Le gallerie sotto la lente d’ingrandimento – divise tra l’A16, l’A14, l’A24 e l’A30 –, si concentrano per lo più proprio sulla A14, la Adriatica. Tratto autostradale che, insieme all’A16, è stato oggetto nei mesi scorsi di un decreto di sequestro della carreggiata bordo ponte di diversi viadotti, firmato dal Gip di Avellino, Fabrizio Ciccone. In quelle tratte autostradali, i sistemi di ancoraggio delle barriere adoperati da Aspi replicherebbero criticità simili a quelle dei new jersey che crollarono su Acqualonga.

Le indagini delle procure liguri – Altro caso quello relativo al crollo nella galleria Bertè, sulla A26 che collega Genova Voltri con Gravellona Toce, in Piemonte, dove dal soffitto si sono staccati alcuni calcinacci, finiti sulla corsia centrale. Le foto e i filmati fatti dalle automobili sono eloquenti e mostrano camion e macchine costretti a scansare i detriti. Il crollo sulla A26 aveva portato il ministero delle Infrastrutture a convocare con urgenza Autostrade. La lettera del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, datata 7 novembre 2019, acquisita nelle diverse indagini e perquisizioni eseguite dalle Fiamme gialle sul crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018) con 43 morti, sui falsi report dei viadotti, sulle barriere antirumore a rischio crollo, è finita agli atti dell’inchiesta sul cedimento in galleria”, scrive Repubblica. Delle 105 gallerie in carico ad Aspi, una decina si trova lungo le dorsali appenniniche tra Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. Oltre la Bertè, sullaA26, ci sono la Turchino, vicino Genova, mentre più a Nord la Mottarone, a Verbania; la Coronata sulla A-10, Genova-Savona, limitrofa al viadotto Morandi; sulla A12 Genova-Rosignano ci sono la Monte Quezzi, la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena tra Rapallo e Sestri Levante; sulla A7, la Genova-Milano Serravalle, la Bolzaneto Uno, la Monte Sperone e la Monreale. Nel Nord Est, la Tarvisio sulla A23, la Udine Tarvisio. Sulla A14 Adriatica la Pedaso e la Casello Grottamare, chiusa il 23 agosto del 2018 per un incidente provocato dall’incendio di un camion, riaperta dopo 6 mesi. Aspi, scrivono Repubblica e Il Secolo, rispetto alla “Direttiva europea sui requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea”, ha assicurato all’ufficio del Mit di aver cominciato già la scorsa primavera gli interventi di adeguamento, prima di altri concessionari. Interventi che avrebbero come scadenza finale aprile 2022. Intanto esistono delle prescrizioni per attraversare le gallerie: come limitare la velocità, aumentare la distanza minima tra i veicoli, vietare il sorpasso, il transito per i mezzi che trasportano merci pericolose, infiammabili e tossici; e ancora, connetterle con un centro di controllo e dotarle di approvvigionamento idrico a sufficienza per far fronte ad eventuali incendi.

Aspi: “In oltre il 90% delle gallerie adeguamento in corso o concluso” – Autostrade sul punto ha diffuso una precisazione: “In merito ad alcuni articoli comparsi sui media sul mancato adeguamento alla legislazione comunitaria delle gallerie autostradali appartenenti al network transeuropeo, Autostrade per l’Italia precisa che gli interventi previsti da tale normativa non riguardano, in alcun caso, la sicurezza strutturale delle gallerie. Tali adeguamenti, spiega Aspi, consistono infatti nell’installazione di sistemi idrici, nella realizzazione di canali di scolo a bordo carreggiata, nell’illuminazione di aree di evacuazione, nell’implementazione di canali radio. Sulla rete Aspi, l’adeguamento di tali impianti è in corso, o in alcuni casi già concluso, in oltre 90% delle gallerie interessate. Nel restante 10% i lavori sono in corso di aggiudicazione”. E poi “lo scorso 30 aprile 2019 Autostrade per l’Italia, come richiesto dalla Commissione Permanente Gallerie del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha attivato una serie di misure compensative, avvalorate da un apposito studio sulla sicurezza, per garantire un livello di sicurezza e prevenzione pari o maggiore rispetto a quello che si otterrà alla fine degli adeguamenti in corso. Tali misure, notificate al Mit il 17 aprile 2019, consistono prevalentemente nel presidio delle gallerie ai fini antincendio, nel posizionamento di vasche di riserva idrica agli imbocchi di ciascun fornice, nell’adozione di kit assorbenti da impiegare in caso di sversamento di liquidi. Solo lo scorso 6 novembre 2019, la Commissione Permanente Gallerie del Mit ha indicato ad Aspi la necessità di implementare ulteriori misure compensative, che la società si è impegnata ad attivare quanto prima, confermando tuttavia la piena idoneità dei sistemi adottati finora. Sul tema, Aspi sta mantenendo un confronto continuo con il Mit, per la gestione delle attività e delle relative misure compensative”.

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