Unicredit giù fino al 4% in borsa, Mps che guadagna oltre il 5%. E non potrebbe essere diversamente dopo la strana domenica di piazza Cordusio in cui si è svolta una riunione informale dei vertici della banca. Tema dell’incontro, secondo alcune indiscrezioni, anche il futuro dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, che guida Unicredit dal 2016 ma che da tempo non godrebbe più di un gradimento unanime tra i consiglieri. Il mandato del manager francese scadrà in aprile ma, a questo punto, non sono da escludere che i tempi possano subire un’accelerazione. Tanto che nel week end hanno iniziato a circolare voci sul possibile successore, dall’ex numero uno di Ubi banca Victor Massiah, all’attuale amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante.

I destini di Mustier in Unicredit si intrecciano con quelli del Monte dei Paschi di Siena che il governo, al momento socio di maggioranza della banca senese con il 66% , sta cercando di vendere. Vendere si fa per dire, perché in dote con Mps arriverebbero, sotto varia forma, 3 miliardi di euro. Insomma, il Tesoro è pronto a pagare pur di disfarsi della banca anche perché gli accordi con l’Europa prevedono l’uscita del socio pubblico entro il 2021.

Da tempo sono in corso colloqui tra Tesoro e Unicredit per la possibile cessione ma Mustier si è sempre mostrato piuttosto freddo sul dossier. L’amministratore delegato ha progetti con un taglio più internazionale. A cominciare dall’ipotesi di dividere in due Unicredit, con una divisione che incorporerebbe le attività internazionali, sarebbe controllata al 50% dalla capogruppo italiana e quotata separatamente a Francoforte. Si capisce che a Palazzo Chigi non si facciano salti di gioia per questo progetto e che il manager francese non goda di altissimo gradimento.

Il recente arrivo alla presidenza di Unicredit dell’ex ministro del tesoro ed artefice dell’ultimo salvataggio Mps Pier Carlo Padoan, è stato letto anche come un segnale “politico”. Peraltro Mustier sarebbe stato avvisato della nomina solo a cose quasi fatte. La riunione di ieri pomeriggi si è conclusa senza nessuna decisione ma il sasso nello stagno è stato lanciato. Dopodomani il comitato nomine della banca darà ufficialmente il via alla procedura per il rinnovo dei vertici che si concluderà la prossima primavera.

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