C’è lo smartworking e la libido femminile cala anzi, sparisce. Lo ha verificato Gleeden, il celebre sito di incontri extraconiugali che da tempo monitora gli effetti delle politiche restrittive su corpi e sessualità in tempi di Covid. Lanciando una survey sulla sua community femminile, alla domanda se il lavoro da remoto ha avuto un impatto positivo o negativo sulla propria sessualità, le intervistate hanno risposto “negativo” al 74%.

Tre le ragioni principali per la debacle della libido: la prima (82%) è l’impossibilità di staccare con la testa dal lavoro; la seconda (69%) si lavora più di prima quindi si è stanchi; la terza (62%) perché non andando in ufficio non ci si cura come prima e ci si sente meno sexy. Le tre città sul podio colpite dalla crisi della libido sono guarda caso in Lombardia: al primo posto Milano, poi Bergamo e al terzo posto Varese. Non se la passano molto bene nemmeno le donne di Torino (al quarto posto) poi a seguire le padovane, le romane e le udinesi. La scusa più usata per non fare l’amore con il partner (si spera almeno lui convinto)? Dire la verità. Seguono ma molto distanti “ho mal di testa”, “ho il ciclo”, “ci sono i bambini”.

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