Arriverà questa sera sul tavolo del Consiglio dei ministri, slittato rispetto agli annunci di giovedì, l’annunciato decreto Ristori ter da 1,4 miliardi. Risorse ricavate da stanziamenti ancora inutilizzati, che come anticipato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri andranno a incrementare “il fondo (ora solo 400 milioni, ndr) che consente di venire incontro alle Regioni che cambiano di fascia“. Ma il puzzle degli interventi per sostenere le attività danneggiate dalle nuove restrizioni non è ancora completo. Il cdm approverà anche la richiesta al Parlamento di approvare la prossima settimana un nuovo scostamento di bilancio da 7-10 miliardi con cui finanziare un Ristori quater che dovrebbe focalizzarsi sul rinvio delle scadenze fiscali di fine novembre e di dicembre. Dopo il pasticcio causato dalle interpretazioni restrittive dell’Inps sull’applicazione dei rinvii previsti dal Ristori bis alle Regioni entrate in zona rossa solo domenica scorsa. Un’ulteriore richiesta di scostamento arriverà poi all’inizio del prossimo anno.

L’intervento di oggi riguarderà appunto l’incremento della dote per i ristori: “Così in automatico tutte le nuove regioni che dopo il decreto precedente sono salite di fascia e non sono coperte dal fondo precedente saranno automaticamente pagate”, ha spiegato Gualtieri. “Poi per poter usare un’altra parte di risorse dovuta ad un andamento economico un po’ migliore delle previsioni (nel terzo trimestre, ndr) chiederemo al Parlamento l’autorizzazione a uno scostamento che ci darà alcuni miliardi aggiuntivi per rafforzare le misure di sostegno economico e accompagnare l’economia nella fine d’anno”.

Allo studio del governo c’è anche il dossier delle scadenze fiscali di novembre e dicembre. Il 30 novembre scadono i secondi acconti di Irap e Ires. Il decreto Agosto li ha rinviati al 30 aprile 2021 ma solo per i contribuenti soggetti agli Indici sintetici di accertamento (piccole imprese e autonomi) che hanno subito nel primo semestre 2020 un calo di fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il Ristori bis ha ampliato la platea a tutti i contribuenti Isa penalizzati dal dpcm del 3 novembre (quelli i cui codici Ateco sono elencati nell’allegato 2 al decreto) che abbiano sede in zona rossa, senza requisiti dicalo del fatturato, oltre che ai ristoratori in zona arancione. Ora è attesa una nuova modifica che allargherebbe le maglie a tutte le attività, ma ripristinando il paletto del calo dei ricavi.

C’è poi la scadenza per l’invio della dichiarazione dei redditi, che nei giorni scorsi i commercialisti hanno chiesto di rinviare. Infine, entro il 10 dicembre va completato il pagamento delle rate della rottamazione e del saldo e stralcio. L’ipotesi è anche in questo caso quella di una proroga. Un altro impegno che il premier Giuseppe Conte ha promesso di valutare partecipando all’assemblea Anci è quello per aiutare i Comuni sul fronte degli introiti fiscali: si pensa di consentire ai sindaci di attingere a un fondo statale per poter garantire anche il prossimo anno esenzioni dalla Tari e dalla Tosap alle attività chiuse.

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