Un plauso a Forza Italia che “sembra esprimere un maggior senso di responsabilità” e un appello a tutte le forze politiche a “migliorare la manovra invece di fare propaganda“. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha lanciato il suo messaggio alle opposizioni nel corso di un’intervista a Unomattina, su Rai1, nei giorni in cui il governo ha approvato la legge di bilancio in sede di Consiglio dei Ministri. “Sono fiducioso che la manovra di bilancio passerà e che Camera e Senato miglioreranno il testo con il loro contributo – ha dichiarato il titolare del Tesoro – Tutte le proposte di buonsenso saranno valutate con grande attenzione”.

Un’apertura dovuta anche al ruolo di Forza Italia che risulta fondamentale per mantenere la tranquillità sui numeri in Parlamento e all’interno delle commissioni. Berlusconi lo sa e in quest’ottica può essere letta l’apertura del ministro nei confronti della formazione di centrodestra che punta a entrare nella maggioranza che eleggerà il prossimo presidente della Repubblica, cosa che permetterebbe loro di avere un ruolo di peso nella prossima legislatura. Gioco di equilibri che, però, non piace agli alleati di Berlusconi, con Giorgia Meloni che lo ha invitato a “non fare giochetti”, secondo quanto riportato da Repubblica.

Come già fatto anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, Gualtieri ha infatti chiesto la collaborazione da parte di tutte le forze politiche, elogiando il comportamento, tra le opposizioni, di Forza Italia che “sembra esprimere un maggior senso di responsabilità”, è un atteggiamento che “merita apprezzamento”. Ma non risparmia le critiche nei confronti di altre formazioni: “Dialogheremo – ha detto – con tutte le forze in Parlamento che vogliono aiutarci a migliorare la manovra invece di fare propaganda. Adesso gli italiani si aspettano risposte concrete“.

E tra queste, ha detto, c’è anche quella che permette alle imprese che assumeranno donne e giovani a tempo indeterminato di ottenere una decontribuzione totale: “In questi mesi abbiamo difeso l’occupazione anche con il divieto licenziamento e con la cassa integrazione per tutti. Senza queste misure avremmo perso milioni di posti di lavoro. Adesso c’è il tema di recuperare l’occupazione che si è comunque persa, sia quello di aumentare l’occupazione e ridurre il divario che l’Italia ha con gli altri Paesi sull’occupazione di donne e giovani”.

Il membro dell’esecutivo, dopo essersi detto speranzoso sul lavoro che svolgerà il Parlamento nel corso della discussione sulla manovra, ha poi aggiunto che “il rallentamento dell’attività nel quarto trimestre e a inizio 2021 a causa della seconda ondata del contagio rende necessarie ulteriori misure che arriveranno con uno scostamento di bilancio che sarà richiesto al Parlamento”. La seconda ondata dei contagi da coronavirus, ha aggiunto, “è più dura di quello che auspicavamo e ha reso necessarie misure percepite forse come eccessive ma necessarie”, interventi “che comportano un sacrificio economico per contribuire nello sforzo di bloccare il contagio”. Per questo “abbiamo subito introdotto misure compensative e siamo riusciti a dare il doveroso sostegno immediato”, anche se “questo non è sufficiente”. Ma, sottolinea, “dobbiamo traghettare il Paese verso la fase di ripresa sapendo che si intravede la luce alla fine del tunnel perché le recenti notizie sui vaccini sono promettenti. Non sappiamo quanto durerà” la seconda ondata, “è un periodo difficile ma sappiamo che è l’ultima e finirà”.

Il capo dell’Economia è poi tornato anche sull’incontro di lunedì sera tra Governo e sindacati, caratterizzato dallo scontro tra il premier Conte e i segretari generali che hanno accusato l’esecutivo di mancato confronto sulla stesura dell’ultima legge di bilancio. “I sindacati fanno il loro mestiere e chiedono di più, ma il Governo deve guardare a un equilibrio più generale”, ha detto spiegando che la manovra è “una proposta di legge di bilancio che deve andare in Parlamento proprio per essere migliorata ed emendata. Quindi si avvia un confronto con il Parlamento e anche con le parti sociali, con le quali avevamo anche discusso prima e condiviso la scelta del blocco dei licenziamenti”.

Ed ha infine fortemente criticato l’atteggiamento di Ungheria e Polonia che hanno deciso di mettere il veto in Consiglio europeo sul Recovery Fund a causa dell’ormai famosa clausola che vincola lo stanziamento di fondi alla situazione sullo Stato di diritto: “È profondamente sbagliato anche perché è improprio – ha detto – Rifarsi sulla procedura che riguarda la messa a disposizione delle risorse di tutti i Paesi è sbagliatissimo, non penso che questi Paesi potranno troppo a lungo bloccare il negoziato”.

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