Il Tribunale arbitrale dello sport ha respinto il ricorso presentato dal pilota dell’Aprilia Andrea Iannone, sospeso per quattro anni per doping a partire dal 17 dicembre 2019. Il Tas di Losanna ha comunicato che tutti i risultati agonistici ottenuti dal pilota di Vasto dal 1° novembre 2019 sono da considerarsi non validi. Il trentunenne Iannone nel novembre del 2019 era risultato positivo al drostanolone dopo il controllo antidoping in occasione del Gp della Malesia. Lo scorso 17 aprile, in primo grado, a Iannone erano stati inflitti 18 mesi di sospensione. Il pilota però aveva sempre ribadito la sua innocenza sostenendo, con il suo legale, la tesi della contaminazione alimentare, riconosciuta anche nella sentenza di condanna della Corte Disciplinare della Federazione Internazionale Motociclistica (Fim). Tanto che lo scorso 15 ottobre si era presentato al Tas di Losanna per l’udienza sul ricorso contro la sospensione di 18 mesi. Ma il Tribunale ha accolto la richiesta della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, di inasprire la sanzione a quattro anni.

La carriera di Iannone in Motogp era iniziata nel 2013: in sella alla Ducati fino al 2016, con cui ha ottenuto i risultati migliori, poi il passaggio alla Suzuki per le stagioni 2017-2018. Infine la decisione di passare al team Aprilia Racing Team Gresini, con cui ha corso la sua ultima stagione. Il pilota abruzzese potrà tornare in pista di 34 anni.

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