Continuiamo a terrorizzare la gente dicendo che dobbiamo chiudere tutto, che non ce la faremo mai. Io non sono d’accordo“. Sono le parole del direttore del reparto Malattie infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, in un’intervista a Primocanale. Bassetti, che fa parte dell’unità di crisi Covid-19 della Liguria, si è detto contrario a un lockdown nazionale sullo stile di quello adottato a marzo-aprile e, in passato, aveva promosso misure restrittive su base locale, anche all’interno della stessa Regione. Tuttavia, oggi, l’Istituto superiore di sanità ha messo in guardia il Paese sul fatto che, entro tre giorni, “è molto probabile che si verifichi la saturazione delle terapie intensive”. Questo perché, principalmente, l’indice di contagio in molte Regioni è superiore a 2 (la media nazionale è 1,7), quando gli esperti del Comitato tecnico-scientifico suggeriscono di farlo scendere sotto 1 per potere gestire al meglio l’emergenza. Non a caso, in queste ore, cinque Regioni sono passate da zona gialla a zona arancione. Liguria compresa, dove si stanno registrando nuovi focolai, specialmente nelle Rsa e negli ospedali, e dove l’occupazione dei posti letto è vicina alla soglia critica.

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