“Abbiamo varato il decreto ristori, che vale complessivamente oltre 5 miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie” penalizzate dall’ultimo Cdm. Io ho firmato il Dpcm, all’una di notte circa, solo quando siamo stati sicuri che queste risorse c’erano”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’approvazione del provvedimento con gli aiuti per le attività danneggiate, ha confermato che “i contributi a fondo perduto arriveranno direttamente sul conto corrente delle categorie interessante con bonifico dell’Agenzia delle entrate” e “a metà novembre chi ha già aderito li otterrà, gli altri subito dopo”. E’ stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a quantificare i ristori medi che potranno essere riconosciuti, anche se la cifra esatta dipenderà dal calo di fatturato registrato in aprile. “L’importo medio che arriverà a ristoranti fino 400.000 euro di fatturato sarà di 5.173 euro, per quelli di fascia maggiore, fino a 1 milione di euro di fatturato, 13.920 euro, e per quelli con fatturato fino a 5 milioni di euro il ristoro medio sarà di 25.000 euro. Per sale da concerto e teatri l’importo medio per la fascia più bassa sarà di 5.000 euro, per la fascia media di 13.900, per la fascia alta di 30.000 euro”. Si tratta naturalmente di cifre una tantum, visto che il dpcm vale fino al 23 novembre.

Secondo Gualtieri, che ha partecipato alla conferenza stampa dopo un primo tampone negativo, il decreto “mobilita una massa consistente di risorse, 5,4 miliardi in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare“, ed “è contrassegnato da rapidità, semplifica ed efficacia”: “Il contributo a fondo perduto sarà erogato automaticamente a oltre 300.000 aziende che già lo hanno già avuto” e “ci sono importanti misure anche per alberghi, taxi e ncc”. Il ministro ha anche detto che il decreto prevede ”l’indennità per lavoratori dei settori dello spettacolo e del turismo, due mensilità di reddito d’emergenza e l’indennità per i lavoratori del settore dello sport e il sostegno allo sport dilettantistico”. Inoltre “si rafforza il fondo di emergenza per il cinema e lo spettacolo e il fondo d’emergenze per le agenzia di viaggio, tour operator e guide turistiche e il fondo di emergenza per imprese e istituzioni culturali”.

Il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ha parlato di “460mila soggetti” tra i quali verranno ripartite risorse per 2,4 miliardi. “Dovevamo far arrivare sui conti correnti subito dei soldi veri e il fondo perduto è stato la cosa più logica da implementare senza un’ulteriore istruttoria. C’è un coefficiente moltiplicativo della vecchia cifra, l’importo viene raddoppiato rispetto al Dl Rilancio. Per i settori chiusi completamente come palestre, piscine, teatri, cinema, l’importo viene raddoppiato”. “Molti ristoranti – ha sottolineato – sono aperti solo la sera, perdono molto più di metà del loro introito, anche per questi dopo il confronto con le categorie abbiamo deciso di applicare il coefficiente del 200%. Il 150% andrà a bar pasticcerie, gelaterie“.

“Non ci sfuggono i sacrifici e le difficoltà che sono chiamati ancora una volta a sostenere”, ha riconosciuto il presidente del Consiglio. Ma “non possiamo illuderci che con una curva epidemiologica in continua salita le persone vadano tranquillamente in giro, in palestra, al ristorante senza timore. Se rispettiamo queste misure potremo affrontare il mese di dicembre con serenità e senza un Servizio sanitario allo stremo. Se così non fosse, dovremmo operare un lockdown generale e non possiamo permettercelo. Stiamo lavorando per evitarlo. Per farlo dobbiamo operare adesso, senza ulteriore indugio, delle scelte che sono dolorose“. Commentando le proteste della notte scorsa, Conte ha detto che “la deriva violenta” di alcune manifestazioni di piazza “non possiamo certo condividerla, ma credo che tutti gli italiani per bene non possano farlo, anche quelli che stanno soffrendo per strada non hanno interesse a farsi strumentalizzare da chi, con metodo, sta soffiando sul malcontento e aizzando le persone. Non è questa l’Italia che vogliamo. La violenza genera violenza e non porta a nulla di buono, cerchiamo di affrontare questo momento difficile in modo costruttivo, la violenza genera violenza”.

Rispondendo a domande sulle polemiche di Italia viva che 24 ore dopo il Dpcm ha contestato le chiusure, il presidente del Consiglio ha ricordato le riunioni che hanno preceduto e accompagnato la firma: “Dalle sei e mezza all’una del mattino abbiamo lavorato sempre insieme. Alla fine abbiamo convenuto sulle misure. I distinguo del giorno dopo francamente mi sorprendono. Il dpcm è quello. In prospettiva, se vengono elaborate strategie diverse benissimo, ne parliamo, ma è facile fare da contrappunto. E’ più difficile offrire misure alternative che riportino al curva sotto controllo”. Insomma, “quando non si tratta più di tergiversare non si può tenere insieme tutto senza fare scelte dolorose: vogliamo tutelare la salute, vogliamo evitare il lockdown, non vogliamo toccare la scuola, vogliamo tutelare la vita culturale, non vogliamo entrare nelle case degli italiani…quando si vuole indicare tutte queste come priorità possiamo solo dire “allora facciamo scappare la pandemia e vediamo come va”. Quella sera non ci sono state proposte alternative a quelle contenute nel Dpcm”.

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