“Faceva parte del gruppo della sperimentazione, ma non aveva ricevuto il vaccino“. Sono le rassicurazioni che arrivano all’indomani della notizia, diffusa giovedì dall’agenzia Reuters, della morte in Brasile di uno dei volontari coinvolti nella sperimentazione del candidato vaccino anti-Covid sviluppato dall’Università di Oxford con Irbm di Pomezia e la multinazionale del farmaco AstraZeneca. L’agenzia ha infatti riferito l’accaduto, citando l’autorità sanitaria brasiliana Anvisa e l’università federale di San Paolo, ma poco dopo l’agenzia Bloomberg ha resto noto che il volontario non aveva ricevuto il vaccino anti Covid. AstraZeneca, da parte sua, non fornisce alcun particolare ma fa sapere che la sperimentazione prosegue. Il volontario, secondo quanto reso noto, era un medico di 28 anni che era impegnato in prima linea a Rio de Janeiro, che non aveva assunto il vaccino sperimentale: faceva parte del braccio di controllo.

Attualmente la sperimentazione del vaccino Oxford è in corso su un totale di 50mila volontari in Gran Bretagna, Usa, Brasile e Sud Africa. I risultati della finale fase 3 sono attesi nelle prossime settimane. E proprio su questo vaccino, che sembrerebbe essere tra i più vicini al traguardo se non ci saranno imprevisti, si concentrano molte speranze. Un prototipo sarà convalidato entro la fine di quest’anno, ha annunciato oggi il vice direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Ranieri Guerra. E una conferma è giunta pure dal presidente del centro di ricerca Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo, che ha assicurato, sempre al netto di imprevisti, la disponibilità delle prime dosi entro dicembre, come annunciato nei giorni scorsi dal presidente del consiglio Giuseppe Conte.

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