Benzina sul fuoco. Sale ulteriormente la temperatura dello scontro che si sta svolgendo intorno ad Autostrade per l’Italia, controllata all’88% da Atlantia. Il fondo attivista britannico Tci, uno dei più agguerriti critici delle posizioni assunte dal governo italiano, ha portato la sua partecipazione nella holding dei Benetton oltre il 10%. E’ quanto emerge dalle comunicazioni fornite alla Consob. Di questa quota solo l’1,2% è al momento costituito da azioni. Il rimanente 8,8% è costituito da opzioni che danno il diritto ad entrare in possesso di azioni entro una data prestabilita. La tranches più consistente (8,1%) ha scadenza 5 agosto 2021. La parte rimanente 22 settembre 2021 e 14 settembre 2022. Negli ultimi giorni era circolata la voce che Tci avesse aumentato il suo peso in Atlantia, in vista dell’assemblea del prossimo 30 ottobre, così da far meglio sentire la sua voce nel caso in cui la proposta di Cassa depositi e prestiti per Aspi fosse ritenuta ancora insoddisfacente.

Lunedì scorso Cdp e i fondi Blackstone e Macquarie hanno avanzato ad Atlantia un’offerta che valuta ASPI fino a 9,5 miliardi di euro. La holding ritiene però che Autostrade valga almeno un miliardo in più. Nella visione di Tci il valore è vicino ai 12 miliardi. Atlantia ha respinto l’offerta ma ha lasciato aperta la trattativa. Tci “non ha attualmente l’intenzione di acquistare il controllo di Atlantia” ma in quanto “socio rilevante” della holding della famiglia Benetton prevede di “esercitare i suoi diritti di azionista e di continuare a mettere a disposizione della società i suoi punti di vista e le sue opinioni” dichiara il fondo nella sua comunicazione alla Consob. “Il livello della partecipazione potrebbe variare a seconda delle condizioni di mercato e delle valutazioni di investimento”, precisa Tci. Il fondo, che ha anche presentato esposti alla Ue contro la modifica unilaterale della convenzione di Aspi, ha infatti già detto a più riprese che non accetterà accordi penalizzanti su Autostrade nella trattativa con Cdp.

Tci è un soggetto finanziario curioso. Tci Fund sta per “The Children’s Investment Fund”, il fondo di investimento dei bambini. Si tratta di un hedge fund fondato a Londra nel 2003 dal finanziere filantropo britannico Chris Hohn. Una parte dei profitti viene versata ad una fondazione che sostiene economicamente i bambini che vivono in povertà. La donazione avviene su base discrezionale. Inoltre non tutti i soldi versati alla fondazione vengono utilizzati a scopo di beneficenza. Una parte è usata dalla fondazione per investimenti standard i cui proventi vengono in parte girati al fondo, con conseguenti vantaggi fiscali. Tci attua strategie di investimento particolarmente aggressive. E’ specializzato in investimenti nell’immobiliare e in settore, come quello dei concessionari, che garantiscono flussi di ricavi stabili nel tempo.

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