La storia di Raffaele Capperi, affetto dal sindrome di Treacher Collins, ha colpito e commosso il pubblico di “Tu Si Que Vales” che ieri ha totalizzato 4.888.000 spettatori e 25.76% di share. La sindrome di Treacher Collins è una rara malattia genetica che causa particolari deformità e anomalie facciali. Il protagonista della puntata ha raccontato di essere stato bullizzato tutta la vita e della difficoltà che ha avuto per rialzarsi e continuare il suo percorso per la ricostruzione del volto, in seguito a diverse operazioni facciali. “Dopo tanti anni di vita passata a nascondermi, ho avuto il coraggio di mostrare il mio viso sui social. Ed è proprio lì che ho ricevuto gli attacchi più terribili. Oggi sono qui perché vorrei riuscire a dire basta al bullismo”. Raffaele ha invitato il pubblico, alla fine del suo discorso, ad essere più gentili col prossimo.

Maria De Filippi è voluta intervenire spendendo parole importanti non solo per Raffaele ma anche contro il fenomeno del bullismo. “Hai dato una lezione di vita e di comportamento, usando termini come ‘siate gentili’. – ha detto la conduttrice – La trasmissione andrà in onda e sui social qualcuno ancora qualcosa scriverà. Devi imparare a fottertene perché non sempre la gente capisce. Quelli che ti scrivono e che ti insultano, fregatene, perché l’insulto rimbalza. Non potrai mai combattere contro l’ignoranza, devi semplicemente capirla e giudicarla come tale, se no passi un’inutile sofferenza. È qualcosa di cui te ne devi fregare, non devi fartene un dramma. Quando ti insultano, non leggerli. Una volta la patente della scrittura veniva data solo a chi sapeva scrivere, adesso ce l’hanno tutti. Può essere una bellissima cosa e una bruttissima cosa. Spesso chi scrive cattiverie non se ne rende conto. Magari scrive ‘sei un gran cesso’ e non si rende conto che una frase del genere provoca un effetto in chi la riceve. Non meritano quello che hai sofferto. Vai a testa alta. Quando scrivono manco si accorgono. Chiudono il cellulare e se ne dimenticano, vanno a cena, sono tranquilli e tu stai lì a pensarci”.

Infine durante il programma si è anche parlato del tema del razzismo con altri due concorrenti Momo e Raissa che sui social sono famosi per combattere il pregiudizio e il razzismo con la giusta ironia. Momo, Mohamed Ismail Bayed è il suo vero nome, è stato spesso attaccato solo perché nato in Marocco.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Luca Carboni, morto il papà Giovanni. Il commovente addio: “Morire è solo non essere visto”

next