C’è da augurarsi che siate seduti. E che se non lo siete vi sediate immediatamente. Perché se ogni verità è un cazzotto in faccia ed quasi sempre preferibile una sapiente bugie, ebbene, qui siamo di fronte a una menzogna taciuta per anni. Una menzogna che si è diffusa così tanto da diventare un cult e anzi, da essere citata in alcune conversazioni della vita quotidiana: “Amore che mangiamo stasera?”, “Petto di pollo”, “Alla Canalis?”. Tutto è iniziato quando, anni fa, una popolare rivista che ospitava sulle sue pagine una rubrica fissa con “le ricette dei vip”, pubblicò una ricetta di Elisabetta Canalis. “Prendete una fetta di pello di pollo e mettetela su una piastra o su una padella ben calda. Quando il colore della carne diventa bianco, la pietanza è pronta”. Una cosa così semplice da suscitare più di un sorriso e da diventare un meme che rispunta con tempi regolari. Chi poteva mai pensare che fosse una menzogna. Accade invece che ieri, 8 ottobre 2020, un utente scrive sotto un post Instagram di Elisabetta: “Potevi preparare il tuo pollo alla Canalis, avresti fatto un figurone”. E la risposta arriva, come un uscio sui denti: “Ma poi se l’è inventato Diva e Donna. Non mi hanno mai chiesto una ricetta altrimenti avrei proposto una pasta ai frutti di mare… più dignitosa!“.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Castagne, dalle proprietà benefiche alle controindicazioni. Ecco le migliori ricette

next
Articolo Successivo

Monica Bellucci, la figlia Deva Cassel debutta in copertina e lei si commuove: “C’era una volta una bambina”

next