Alitalia brucia due milioni di euro al giorno e rischia di chiudere il 2020 con almeno 750 milioni di perdite. I numeri non sono ufficiali, ma è certo che la situazione è drammatica e la cassa piange. Secondo quanto ha riferito in commissione trasporti il commissario straordinario, Giuseppe Leogrande, l’ex compagnia di bandiera ha ormai nel cassetto solo 260 milioni di liquidità. Ciononostante il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera non decolla. Anche a dispetto del fatto che il governo abbia stanziato tre miliardi per la nuova Alitalia e stia finanziando a piene mani la cassa integrazione per 6.500 lavoratori su poco più di 11mila dipendenti. “Il mio appello è che si faccia ricorso il prima possibile” alle disposizioni del decreto rilancio per il salvataggio della società, ha spiegato Leogrande. Per il commissario non si può attendere oltre per iniziare ad utilizzare i 350 milioni di euro e i 3 miliardi di stanziamenti per capitalizzare la nuova società destinata a rilevare le attività in bonis di Alitalia. Sullo sfondo c’è infatti il rischio concreto che temporeggiare crei nuovi e più gravi danni al vettore aereo che, come ha ricordato Leogrande, sta affrontando una crisi importante nel bel mezzo di una situazione di mercato estremamente instabile. “E’ clamoroso il crollo del mercato e delle vendite dovuto alla pandemia” ha ribadito Leogrande evidenziando come le condizioni congiunturali hanno bloccato ogni timido tentativo di recupero che pure si era iniziato a manifestare prima del lockdown.

Ma al momento la nuova Alitalia non è stata ancora costituita. Inoltre il governo non ha trovato la quadra sulle nomine. Via Facebook ha designato amministratore delegato e presidente, rispettivamente Fabio Lazzerini e Francesco Caio, ma non c’è accordo sulla composizione del consiglio. A puntare i piedi, secondo il Messaggero, sarebbe Italia Viva che vorrebbe una poltrona per un suo uomo dato che il Pd avrebbe sponsorizzato Lazzerini, mentre Caio sarebbe manager vicino al premier Giuseppe Conte. Con il rischio concreto che vengano rimesse in discussione anche le intese raggiunte per gli incarichi di Lazzerini e Caio. Lo scenario è insomma a tinte fosche. Non a caso Leogrande ha chiesto di “aprire un’unità di crisi permanente con le rappresentanze sindacali per gestire questo passaggio di trasferimento alla newco”.


Sul piede di guerra anche i sindacati: “Costituire la newco che dovrà rilanciare le attività di Alitalia è sempre più urgente, l’appello a fare presto lanciato oggi del commissario straordinario Giuseppe Leogrande lo conferma” ha dichiarato Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. “I responsabili della gestione commissariale di Alitalia hanno messo l’accento sulla gravità del danno subito dalla compagnia di bandiera, in termini di volumi di traffico e di ricavi, a seguito dell’esplosione della pandemia. Un’analisi che, secondo noi, appare quantomeno incompleta”, ha precisato il sindacalista che si è detto “pronto al confronto e a fornire tutto l’apporto per far sì che, anche attraverso il dialogo con la gestione commissariale, vengano sciolti nodi essenziali quali il mantenimento delle rotte di Alitalia e la tutela di tutti i suoi dipendenti”. Secondo Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, “Alitalia è ancora a rischio fallimento e Palazzo Chigi si occupa incredibilmente dei decreti sicurezza. In un Paese normale un asset strategico a livello internazionale e per l’economia interna andrebbe curato e seguito passo passo”.

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