Alitalia chiede una proroga di quasi un anno della cassa integrazione straordinaria, in scadenza il 31 ottobre, per complessivi 6.828 dipendenti di Alitalia Sai e Cityliner. Lo si legge nella comunicazione inviata dal commissario straordinario ai sindacati, con cui si annuncia l’apertura della procedura per nuova cigs dal primo novembre al 23 settembre 2021 per 6.622 dipendenti di Alitalia Sai e altri 206 di Cityliner. Il numero chiesto dall’azienda è di due unità superiore ai 6.826 dipendenti dell’attuale procedura. Tra i dipendenti di Alitalia Sai, la richiesta riguarda 3.339 addetti tra il personale di volo (458 comandanti, 566 piloti, 2.315 dipendenti del personale navigante di cabina) e 3.283 lavoratori di terra. Per Cityliner, invece, i dipendenti per cui l’azienda chiede l’ammortizzatore sono 206, di cui 204 naviganti (41 comandanti, 58 piloti e 105 assistenti di volo) e 2 dipendenti del personale di terra.

“Anche in ragione del protrarsi dell’emergenza Covid 19 la società si trova ancora oggi nella necessità di proseguire nel percorso di cigs connesso alla gestione commissariale, con le modalità estese da ultimo condivise con le parti sociali, persistendo, oltre alle problematiche fisiologiche che hanno portato alla gestione commissariale, condizioni di difficoltà eccezionali e non prevedibili connesse all’attività aziendale”. Così nella comunicazione inviata da Alitalia. La richiesta di proroga era stata anticipata nei giorni scorsi dal commissario Giuseppe Leogrande.

Nel frattempo, nonostante il governo abbia messo sul piatto 3 miliardi di euro, il rilancio della compagnia è scomparso dai radar. La nuova società non è ancora stata costituita perché non si trova “la quadra” politica sulla composizione del nuovo consiglio di amministrazione e quindi, per ora, i nuovi vertici non ci sono. Francesco Caio, indicato come nuovo amministratore delegato, al momento non ha poteri e, non essendoci la newco, non c’è neppure il piano industriale. Il governo ha anche stanziato 200 milioni di euro per far fronte al crollo dei ricavi legati alla pandemia. Già bruciati. Alitalia ne chiederà altri 150 che le dovrebbero permettere di trascinarsi fino al prossimo marzo.

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