Un bambino di 11 anni è morto a Napoli dopo essersi lanciato dal balcone di casa al decimo piano. La notizia è riportata da alcuni quotidiani. È tutto avvenuto intorno a mezzanotte in via Mergellina. Inutile l’intervento del 118 chiamato dai genitori dopo che dopo averlo cercato hanno trovato un biglietto. Le indagini sono condotte dalla Squadra mobile e si indaga per istigazione al suicidio.

Gli investigatori vogliono accertare se sia stato vittima di bullismo o se il ragazzino sia stato in qualche modo spinto al gesto con una delle sfide diffuse sui social, oggetto di numerose segnalazioni alla Polizia Postale, in cui si spingerebbero i ragazzini a superare delle “prove” che possono sfociare in gesti di autolesionismo. Il telefono cellulare il tablet del bambino è stato sequestrato e verrà analizzato alla ricerca di messaggi o altro genere di contenuti che potrebbero essere legati al suicidio.

Il ragazzino prima di compiere avrebbe lasciato un bigliettino con il quale chiede scusa alla mamma e nel quale fa riferimento a uno stato di paura vissuto nelle ultime ore di vita. L’undicenne allude, in particolare, a un uomo nero, e gli inquirenti non escludono possa essere stato vittima dei cosiddetti “challenge dell’orrore”, del tipo “blue whale”. Poche parole, ma con un contenuto su cui gli investigatori vogliono vederci chiaro: ci sarebbero degli elementi che avrebbero portato a ritenere che in quel gesto estremo possa essere coinvolta un’altra persona.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

I passi falsi di Antonio De Marco: bigliettini, mascherina e telecamere. Così il presunto killer di De Santis e Manta è stato incastrato

next
Articolo Successivo

Daniele De Santis ed Eleonora Manta, il piano di Antonio De Marco: “Volevo farli a pezzi e bollirli, farli sparire”

next