Sull’isola greca di Lesbo, della tendopoli del campo rifugiati di Moria restano soltanto le carcasse bruciate delle tende e di alcune automobili. Dopo gli incendi che la scorsa notte hanno distrutto parte del campo, costringendo migliaia di migranti a fuggire, ora 13mila ospiti della tendopoli sono costretti a dormire ai margini di un’autostrada o nei campi limitrofi. I video che arrivano dall’isola di Lesbo danno l’idea di cosa sta succedendo: donne uomini e bambini si sono “rifugiati” all’aperto, sotto un albero, con coperte e qualche vestito. Mentre altri recuperano i loro oggetti dal campo che ormai non c’è più. La tendopoli era stata posta in isolamento dopo i primi casi di contagi da coronavirus. Secondo le prime ricostruzioni le fiamme sarebbero state appiccate da alcuni migranti in rivolta contro il lockdown. Circa 400 minori sono stati redistribuiti sulla terraferma, mentre il governo greco si sta muovendo in queste ore per allestire un nuovo campo vicino a quello andato distrutto. Intanto, Atene ha inviato tre navi per fornire ai migranti riparo, cibo e indumenti.

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