Cara ministra Azzolina,

ha mai pensato di usare la fisica come argine alla diffusione del bullismo e della droga nella gioventù?

Quel che porta i giovani virgulti a percorrere strade autodistruttive è principalmente l’incapacità di dare un senso alla vita. E non è possibile farlo se non si scopre che l’universo nel quale viviamo è una follia stupefacente, un miracolo dell’improbabilità realizzato, un evento che va contro la logica comune.

Un miracolo, nel senso più puro del termine che neppure il più laico dei mangiapreti può negare, al di là se questo miracolo sia stato realizzato da una divinità senziente o sia frutto di un evento strabiliante quanto improbabile.

Negli ultimi decenni gli scienziati sono stati presi dal panico perché quel che vedono nella realtà subatomica è completamente assurdo. Da questo stupore è nata la teoria della meccanica quantistica che è, per l’appunto, una teoria molto teorica che cerca di descrivere fenomeni assolutamente incomprensibili quanto indiscutibili. E da decenni i fisici quantistici litigano perché sono nate molteplici interpretazioni della realtà che fanno a pugni tra loro…

Le prime pagine dei libri di scienze dovrebbero riportare quel che disse il premio Nobel Richard Phillips Feynman: “Se pensi di aver capito come funziona la meccanica quantistica vuol dire che non hai capito come funziona la meccanica quantistica.” Jo Nesbø, economista, calciatore e grande romanziere ha aggiunto: “Se la fisica quantistica non ci spaventa, è perché non l’abbiamo capita”. Ai bambini bisognerebbe dirlo, che gli adulti più sapientoni della terra non stanno riuscendo a capirci niente: aumenterebbe la loro autostima!

La coscienza di vivere in un universo misterioso dovrebbe essere al centro del processo educativo: la filosofia, la letteratura e l’arte dovrebbero avere al centro lo stupore per il mistero dell’universo e della vita che nei secoli è stato giustificato e raccontato in mille modi da scienziati e artisti. È importante che gli studenti sappiano che l’umanità è di fronte a una sfida grandiosa: capire come funziona l’universo nonostante quel che vediamo contraddica violentemente la logica umana.

Mi spiego meglio: innanzitutto a scuola non cercano neanche di farti capire l’immensità dell’universo. Sui libri di testo il sistema solare viene rappresentato con una serie di pianeti disegnati uno vicino all’altro. Il che non rende l’idea. Pochi italiani hanno capito quanto il Sole sia lontano da noi e che la sua grandezza è 1 milione e 330 mila volte quella del nostro pianeta.

Pochissimi hanno capito che Plutone, il più estremo pianetino del sistema solare è lontano dalla Terra 40 volte la distanza tra la Terra e il Sole. Poi nel sistema solare c’è la nube di Oort, o almeno ci sono buoni motivi per sospettare che ci sia, perché non siamo sicuri; questa “nube” è indispensabile per la vita sulla Terra perché è un insieme di comete e asteroidi che fa da filtro e blocca una marea di entità solide che potrebbero finire a sbattere sulla Terra sterminando ogni forma di vita; praticamente abbiamo un immenso ombrello paraurti! Parliamo di una nube sferica spessa 2.400 volte la distanza tra il Sole e Plutone. Spaventoso! E la Via Lattea, la nostra galassia, è composta da una cosa come 300 miliardi di sistemi di stelle molte delle quali circondate da pianeti. Poi ci sono altre galassie; si stima siano duemila miliardi!!!

E ci sono presumibilmente milioni di pianeti tanto simili alla Terra da poter ospitare forme di vita analoghe e quindi è probabile che esistano altre creature intelligenti. Solo che Proxima b, il pianeta forse adatto alla vita più vicino a noi, sta a circa 4 anni luce. Il sole sta a 7 minuti luce da noi. In altri termini si parla di 40.000 miliardi di chilometri. Cioè: è lontano! Ma è sempre possibile che ci siano ragazzacci galattici che affrontino questo viaggio al solo scopo di disegnare cerchi sul grano per vedere che faccia facciamo e ridere di noi.

E anche quando si parla di atomi, a scuola non si sforzano di darti un’idea delle dimensioni. Robert Jastrow, astronomo della Nasa, ha detto che: “La grandezza dell’elettrone sta a un granello di polvere come un granello di polvere sta alla Terra”.

Sui libri di scienze ci sono disegnini tranquillizzanti che ci fanno vedere il nucleo dell’atomo con intorno uno o più satellitini. Nella realtà se sono a Roma e porto la grandezza del nucleo dell’atomo a quella del nocciolo di una ciliegia, il primo satellitino che gli gira intorno sta sorvolando la Grecia e l’Albania, fino a raggiungere poi l’Austria e via così.

La materia è quasi tutta vuota! Se metto uno sull’altro i nuclei e i satelliti degli atomi che compongono il Monte Bianco, togliendo lo spazio vuoto, il Monte Bianco sta dentro una tazza da te. Se poi vado a vedere le particelle che compongono l’atomo, scopro che sono assolutamente misteriose perché non sono propriamente solide, a volte sono solo onde, vibrazioni. E, ancora più incredibile risulta il fatto che una particella non ha più un corpo fisico e diventa un’onda solo se non la guardi. Se la guardi va a sbattere come un sassolino.

Cara ministra, grazie alla fisica possiamo risvegliare nella gioventù un senso laico della sacralità della vita che è una grande medicina per la mente (e mi stupisco che i vertici cattolici non usino lo stupore quantico per fare proselitismo).

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