Dopo i continui Sos lanciati via Twitter dalla Louise Michel, la nave battente bandiera tedesca con 219 migranti a bordo e finanziata dall’artista britannico Banksy, la Guardia costiera italiana ha deciso di intervenire. Vista la pericolosità della situazione, è stata inviata sul posto una motovedetta classe 300 di Lampedusa che ha imbarcato le 49 persone ritenute più vulnerabili, ovvero 32 donne, 13 bambini e 4 uomini a completamento dei nuclei familiari. “È fantastico”, replica in un tweet l’equipaggio dell’imbarcazione, ma l’Italia “ci lascia con la maggioranza ancora in attesa”. Nel frattempo, aggiungono, la Sea Watch 4 è arrivata sul posto e “ci aiuterà a fare ciò che l’Europa vacilla a fare”. Nelle scorse ore, infatti, l’ong aveva annunciato di voler cambiare rotta per cercare di assistere la Louise Michel, nonostante si trovasse ad oltre 4 ore di navigazione di distanza. “Il motivo? – si legge sui loro social – Perché le autorità europee negano l’assistenza ancora una volta. La Ue si vergogni!”.

La situazione a bordo della nave dello street artist nei giorni scorsi è diventata insostenibile. L’organizzazione ha lanciato diversi Sos spiegando che “non si riesce a manovrare in sicurezza e nessuno viene in nostro aiuto. Le persone soccorse hanno subito un trauma estremo, è ora che vengano portate in un posto sicuro. Abbiamo bisogno di assistenza immediata”. In un post ancora precedente i soccorritori avevano spiegato che l’imbarcazione “non è più padrona delle sue manovre a causa del ponte sovraffollato“. Oltre a Sea Watch 4, nelle ultime ore ha annunciato il suo intervento anche la Mare Jonio di Mediterranea, pronta a lasciare il porto dove è attraccata in anticipo rispetto ai piani iniziali.

A fornire una ricostruzione di quanto accaduto in mare è il comando generale italiano delle Capitanerie di Porto, secondo cui la responsabilità iniziale spettava a Malta. La Louise Michel “ha avvistato, in area Sar di responsabilità maltese, un gommone con a bordo circa 130 migranti, in precarie condizioni di navigabilità. Informata dell’avvistamento l’autorità maltese, responsabile per le attività di ricerca e soccorso in quell’area marittima, l’unità Louise Michel ha proceduto in un primo momento al trasbordo di 97 migranti, ricoverandone i restanti 33 in una zattera di salvataggio. Delle attività in corso è stata data informazione anche allo stato di bandiera dall’unità (Germania), oltre che al Rcc (Rescue coordinantion center) maltese che, successivamente ed anche in ragione del previsto peggioramento delle condizioni meteo marine in zona, ha contattato il centro nazionale di soccorso della Guardia costiera di Roma, chiedendo l’intervento di assetti navali per prestare assistenza”. È alla luce di questa richiesta, spiegano, che la Guardia Costiera italiana ha deciso di inviare la motovedetta da Lampedusa.

Prima che l’Italia si muovesse, la ong Mediterranea aveva annunciato di aver “deciso di intervenire, anticipando di 48 ore l’inizio programmato della nostra Missione 09, perché ad ora né le autorità maltesi né quelle italiane stanno prestando la necessaria assistenza a oltre 150 persone in imminente pericolo di vita”, si legge in una nota. “Sarà un viaggio di molte ore e auspichiamo che le unità militari della Guardia costiera italiana o quelle maltesi si decidano ad intervenire prima. La Louise Michel e le decine persone ancora in mare sarebbero infatti facilmente raggiungibili in meno di due ore da Lampedusa e in meno di tre da La Valletta con assetti veloci. La Louise Michel sta assistendo da ieri sera un gommone su cui si trovavano 130 persone. La situazione è drammatica, una persona a bordo è morta e l’equipaggio non può garantire assistenza a tutti. Ci sono molte donne e bambini, molte persone hanno gravi problemi medici dovuti alle ustioni da benzina e dalle tante ore in mare”.

A bordo della Louise Michel, un’imbarcazione da 30 metri la cui storia è stata raccontata dal Guardian pochi giorni fa, ci sono un equipaggio di 10 persone e “219 sopravvissuti totali, di cui 33 si trovano ancora su una zattera di salvataggio più una persona deceduta in un sacco per cadaveri”. Molti dei profughi hanno “bruciature da carburante – spiega poi l’organizzazione – sono in mare da giorni e ora vengono lasciati soli in una zona di ricerca e salvataggio. Ue (!)… Fate il vostro lavoro. Salvateli”. Lo stesso appello era stato rilanciato nelle scorse ore dalla ong italiana Mediterranea Saving Humans. In un tweet rivolto alla ministra Paola De Micheli e alla Guardia costiera si legge: “La @MVLouiseMichel è in una situazione di emergenza e le istituzioni italiane ed europee devono intervenire per mettere in salvo le più di 200 persone a bordo e l’equipaggio. Salvatele, sono a due ore da Lampedusa”.

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