Pochi minuti dopo il decollo, un uomo sul volo partito da Tomsk, città della Siberia, e diretto a Mosca inizia a gridare. Quell’uomo è Alexei Navalny, principale oppositore di Putin in Russia, già vittima di aggressioni, incarcerazioni e avvelenamenti in prigione negli anni scorsi. Il pilota è costretto a compiere un atterraggio di emergenza per permettere l’intervento dei sanitari che lo portano nell’unità di terapia intensiva per pazienti tossicologici nell’Ospedale di emergenza n.1 di Tomsk. L’ipotesi è quella dell’avvelenamento con i medici stanno adesso “lottando per salvargli la vita”, come ha precisato il vicedirettore dell’ospedale Anatoly Kalinichenko, con il ministero della Salute che ha confermato le condizioni dell’oppositore: “È in coma, in condizioni gravi ma stabili”. Nella notte sarà trasferito in Germania per essere curato in un ospedale di Berlino.

La sua portavoce, Kira Yarmysh, dice che “Alexei è stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo tè. Quella era l’unica cosa che ha bevuto la mattina”, ha aggiunto. Inoltre, aggiunge, “i medici dicono che il veleno è stato rapidamente assorbito mediante il liquido caldo“, anche se la conferma arriverà solo dopo i risultati delle analisi.

Un portavoce di S7 Airlines, la compagnia proprietaria dell’aereo su cui viaggiava Navalny, ha dichiarato alla Tass che l’uomo “non ha mangiato o bevuto nulla durante il volo da Tomsk a Mosca“. Ma “le condizioni di salute di Navalny sono peggiorate drasticamente subito dopo il decollo. Alexei non ha mangiato né bevuto a bordo dell’aereo”, ha assicurato il portavoce. La risposta al mistero potrebbe venire dal profilo instagram del dj di Tomsk Pavel Lebedev: l’uomo, mentre era in attesa di salire sullo stesso volo dell’oppositore, ha scattato una foto di Navalny al caffè Vienna dell’aeroporto con in mano una tazza rossa con la scritta “Buongiorno Aleksei”. Una volta imbarcato sullo stesso aereo, Lebedev ha poi pubblicato un’altra storia Instagram in cui si mostra il momento in cui Navalny viene soccorso.

Il Cremlino ha augurato una “pronta guarigione” al leader dell’opposizione ed ha assicurato che partirà un’inchiesta se sarà confermato l’avvelenamento. Il portavoce Dmitry Peskov parlando con i giornalisti ha dichiarato che “in primo luogo bisogna aspettare i risultati finali dei test che aiuteranno i medici a stabilire le cause. Dopodiché, se si è trattato di avvelenamento, ci sarà un’inchiesta”, ha detto sottolineando che i medici e le autorità russe trattano tutti i cittadini russi allo stesso modo.

La presidenza fa anche sapere di essere disponibile a un eventuale trasferimento dell’oppositore in una struttura sanitaria all’estero se ciò dovesse essere richiesto. “Naturalmente, se una richiesta viene avanzata al Cremlino o al ministero della Sanità o ad un’altra agenzia. Molti cittadini russi vanno all’estero per trattamenti medici in questo periodo anche se le frontiere sono chiuse – ha detto Peskov – Noi saremmo pronti ad appoggiare l’iter se ci fosse una richiesta in questo senso”.

E la richiesta è arrivata. I collaboratori di Navalny hanno comunicato alla presidenza russa la volontà di trasferire l’uomo all’estero per le cure, come ha reso noto il suo medico personale Anastasia Vasilieva, citata dal sito di notizie Meduza. In questo momento la dottoressa, che non è ancora riuscita a vedere il suo paziente, sta cercando di farsi consegnare dall’ospedale di Omsk la documentazione necessaria per il trasferimento di Navalny.

I primi ad offrirsi per ospitare l’oppositore russo sono stati Francia e Germania. Lo ha assicurato la cancelliera tedesca Angela Merkel in visita nella residenza estiva del presidente francese Emmanuel Macron. “Siamo pronti a fornire ad Alexei Navalny e alla sua famiglia tutta l’assistenza di cui possano aver bisogno in materia di salute, asilo e protezione“, ha detto la leader Cdu aggiungendo che “è molto, molto importante ora chiarire urgentemente come si sia verificata questa situazione. Insisteremo su questo”. E in serata è arrivato l’ok per il trasferimento: un aereo-ambulanza dovrebbe decollare alle 24 dalla Germania per raggiungere la Russia con l’obiettivo di portarlo a Berlino, secondo quanto detto all’agenzia Afp dalla ong tedesca che ha organizzato il volo. “Invieremo a mezzanotte un aereo-ambulanza con equipaggiamento e specialisti medici”, ha detto Jak Bizilj presidente della ong Cinema for Peace, precisando che l’organizzazione spera di ottenere “nella serata” un accordo con tutte le autorità interessate per portare a termine l’operazione.

Nelle ultime settimane, Navalny ha viaggiato in diverse città della Siberia per sostenere i candidati dell’opposizione alle elezioni locali, spiega il Guardian, che il mese prossimo coinvolgeranno 40 milioni di aventi diritto al voto. Mercoledì ha pubblicato una foto a Tomsk con i suoi sostenitori, facendo appello a combattere la corruzione dilagante nel Paese.

Il 44enne, noto per le sue campagne anti-corruzione contro alti funzionari e per le critiche esplicite al presidente Vladimir Putin, ha subito attacchi fisici in passato ed è stato più volte arrestato. Nel 2017 venne ustionato agli occhi quando fuori dal suo ufficio aggressori gli lanciarono sul viso una tintura verde usata come disinfettante. Il caso più simile a quello attuale, ricordato dalla stessa portavoce Kira Yarmysh su Twitter, risale al 2019. “Alexei è stato avvelenato quando era in prigione”, ha scritto. “Chiaramente la stessa cosa è successa ancora”. In quell’occasione il principale antagonista di Vladimir Putin soffrì di una reazione allergica acuta, spiegata dai medici come “avvelenamento da una sostanza chimica sconosciuta”. Rimase in ospedale poco più di una settimana, nonostante il parere contrario degli specialisti, per poi fare subito ritorno in cella.

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