“Ho deciso di rinforzare temporaneamente la presenza militare francese nel Mediterraneo orientale nei prossimi giorni, in cooperazione con i partner europei tra cui la Grecia”, così ieri sera twittava, sia in francese che in greco, il presidente francese Emmanuel Macron. Questa mattina, nelle acque dell’Egeo, si è svolta l’esercitazione congiunta tra marina greca e francese. Due le navi transalpine che incrociano nelle acque greche: la Tonnére, portaelicotteri d’assalto anfibio e una fregata leggera classe La Fayette. Due aeri militari francesi “rafale” fanno da oggi base a Creta. Le imbarcazioni francesi lambiscono le acque territoriali turche, quelle greche si spingono estemporaneamente un poco oltre. Droni turchi sorvolano l’isola greca di Leros.

La complicata questione delle acque territoriali – Da quasi un mese il Mediterraneo orientale è tornato a surriscaldarsi. Qui si trovano giacimenti di gas e petrolio scoperti a partire dal 2009 con riserve stimate in 3.500 miliardi di metri cubi di gas. Qui progettano gasdotti. Qui operano big dell’industria petrolifera come la francese Total, l’italiana Eni e la statunitense Exxon Mobil. Ankara prova a forzare la mano e rivendica i suoi diritti sull’area. Pretese che si giocano su interpretazioni delle regole del diritto internazionale relativo al calcolo della piattaforma continentale prospiciente alle isole. In termini più semplice per quale raggio si devono estendere le acque territoriali intorno alle isole greche. “La situazione è preoccupante, i comportamenti della Turchia generano tensioni e devono terminare” aggiunge, sempre su twitter Macron. “Non siamo noi a provocare tensioni ma Grecia e Cipro che cercano di appropriarsi dei diritti sugli idrocarburi dei turco-ciprioti” replica il premier turco Recep Tayyip Erdogan che questa mattina ha avuto colloqui telefonici con Angela Merkel e con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in cui ha ribadito la legittimità delle azioni turche. Parlando agli esponenti del suo partito Akp, Erdogan ha aggiunto che la Turchia “non insegue avventure” nel Mediterraneo orientale e l’unico modo per risolvere le dispute con la Grecia sulle esplorazioni di risorse energetiche è attraverso il dialogo”. Domani è in agenda una riunione straordinaria dei ministri degli esteri UE per affrontare l’argomento. Macron, molto attivo in queste settimane sulle sponde del Mediterraneo ,gioca d’anticipo.

Grecia in prima linea ma ci sono anche Israele, Egitto e Cipro – La tensione si è riacutizzata dopo che lo scorso 21 luglio Turchia ha inviato la nave per l’esplorazione di idrocarburi Oruc Reis davanti all’isola greca di Kastellorizo con navi militari a fare da scorta. Secondo l’interpretazione turca la piccola isola greca ricade nell’ambito della sua piattaforma continentale. “Con tutte queste navi in una zona di mare limitata può scapparci l’incidente” ha avvertito ieri il primo ministro ellenico Kyriakos Mitsotakis. Questa mattina il suo ministro degli Esteri, Nikos Dendias è rintrato ad Atene dopo un incontro con il governo di Israele. La Grecia tesse e rafforza alleanze per puntellare la sua posizione e difendersi dall’attivismo del vicino turco. Oltre ad Atene anche Cipro, Israele, Egitto subiscono l’attivismo turco che spazia dalle acque libiche a quelle dell’Egeo, bloccando di fatto le attività di esplorazione ed estrattive nel Mediterraneo orientale. Sotto le acque di fronte a Israele si trova Leviathan, il più grande giacimento di gas scoperto nel Mediterraneo. I 4 paesi progettano (progettavano?) la realizzazione del costosissimo gasdotto “Eastmed” per raggiungere l’Europa tagliando fuori Ankara. Da tempo la Grecia chiede all’Europa una presa di posizione più energica sulla questione delle acque contese e dei diritti sui giacimenti.

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