La Grecia chiede l’intervento dell’Unione Europea contro le provocazioni di Erdogan nell’Egeo e poche ore dopo la nave Oruc Reis fa marcia indietro e cambia rotta, mentre Macron manda due caccia francesi nell’Egeo. Una partita a scacchi pericolosissima, quella che la Turchia sta giocando nel dossier energetico, provando in tutti i modi ad inserirsi nello sfruttamento dei giacimenti sottomarini pur non avendo alcun diritto.

Lo sconfinamento della nave in questione, scortata da alcune fregate militari è il classico esempio di come Ankara proceda a suon di azioni di forza. Da lunedì la marina e l’aeronautica greca hanno schierato mezzi e uomini pronti a ogni evenienza. La Oruc Reis martedì pomeriggio si stava dirigendo a sudovest, a un passo dall’Egeo greco, mentre poche ore dopo – e in concomitanza con l’annuncio greco di una riunione d’emergenza Ue sulla Turchia – ha virato verso Cipro. La rotta che la nave dovrebbe prendere in seguito rimane sconosciuta e il cambiamento è stato effettuato solo otto miglia nautiche prima che la nave raggiungesse il confine dell’area Navtex occupata illegalmente da Ankara.

Intanto Bruxelles appoggia Cipro e la Grecia: “È importante sottolineare da parte dell’Ue la piena solidarietà a Cipro e Grecia per le azioni della Turchia nel Mediterraneo – dichiarato il portavoce della Commissione – Le azioni della Turchia saranno discusse nel vertice informale a fine mese a Berlino. La Commissione valuta sia l’impegno da intraprendere per il dialogo che le eventuali risposte alle azioni negative”. Nelle stesse ore da Atene è partita una richiesta ufficiale al’Ue di tenere una riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri.

Ma oltre alla presenza della Oruc Reis a poche miglia dalle acque greche, colpisce il fatto che sia scortata da navi da guerra: come ha sottolineato anche ministero della Difesa turco, “tutte le misure necessarie sono state adottate” al fine di “garantire i nostri diritti e interessi legittimi” nel Mediterraneo orientale. In Grecia la tensione resta altissima, per questa ragione ad Atene si è tenuto il Consiglio straordinario di Difesa. Il governo accusa la Turchia di minare la pace e la stabilità nel Mediterraneo, dopo che Ankara ha ripreso la ricerca di petrolio e gas vicino all’isola greca di Kastellorizo. Secondo il ministero degli Esteri greco, la mossa di Erdogan rappresenta una “nuova grave escalation” e ha “smascherato” il “ruolo destabilizzante” della Turchia.

Il ministero guidato da Nikos Dendias ha aggiunto che il paese “difenderà la sua sovranità e i suoi diritti sovrani“. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio dell’Ue Charles Michel e con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, manifestando a quest’ultimo tutta la sua preoccupazione per il fatto che un membro dell’Alleanza Atlantica reitera una condotta di questo genere. Tra l’altro Ankara non riconosce neanche Cipro, stato membro dell’Ue, che ha occupato nel 1974 abusivamente e dove detiene ancora 50mila militari nella parte settentrionale dell’isola. Il conflitto territoriale in corso è quindi totale, per questa ragione Erdogan ha raggiunto un accordo con Tripoli per una Zee comune. Grecia ed Egitto pochi giorni fa hanno proceduto al medesimo passo. Supporto alla Grecia e Cipro è arrivato dalla Francia: oggi infatti si svolgerà un’esercitazione militare per aumentare il livello di interoperabilità tra le singole forze in caso di invasione della Turchia. Sono impegnati due caccia francesi Rafale e gli F-16 dell’aeronautica militare greca.

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