Quest’anno il turismo in Italia punta sulla prossimità, con mete più vicine a casa, spesso raggiunte al termine di un cammino anziché di un viaggio in auto. “L’Italia rimane una meta molto desiderata e, nonostante una perdita di quasi il 50%, si innescano fenomeni compensativi interni”, spiega il presidente di Enit Giorgio Palmucci. I dati di giugno parlavano chiaro: prenotate online 4 camere su 10 per agosto; città d’arte penalizzate da un turismo internazionale in scacco; montagna relativamente meno colpita dal calo di prenotazioni (-39% a fronte del -51% del mare). “Cambiano le proporzioni e le dinamiche delle presenze”, osserva la guida alpina Alessandro Baù: “Più italiani e meno pernottamenti nei rifugi, per le questioni del distanziamento”.

In fermento il Club Alpino Italiano, storico ente pubblico che si occupa di sentieri che sta per rinnovare il “Protocollo d’intesa per un turismo montano sostenibile e responsabile” col Ministero dei Beni culturali e firmare il primo Protocollo con il Ministero dell’Ambiente per creare un Sentiero dei Parchi che colleghi tutti i parchi italiani al Sentiero Italia Cai. “Le istituzioni riconoscono l’importanza del nostro impegno”, spiega l’avvocato Vincenzo Torti, presidente Cai dal 2016: “Siamo riusciti, ad esempio, a predisporre per ognuno dei nostri 327 rifugi un kit anti-Covid, ma vanno considerati soprattutto i quasi settemila volontari Cai che ogni anno – non retribuiti – mantengono accessibili e segnalati oltre 60mila chilometri di sentieri”. Perché camminare sia più sicuro e il territorio meno abbandonato: “L’obiettivo è rendere sistemico, anche lavorando con alcune Università, il ritorno nelle zone montane che qualcuno ha già compiuto trasformando, ad esempio, in un punto di ristoro per i viandanti la casa che era stata dei bisnonni”, conclude Torti.

Il fenomeno è stato già rilevato anche lungo i celeberrimi cammini verso Santiago de Compostela e lungo la via Francigena, sui quali hanno consumato piedi e scarpe migliaia e migliaia di pellegrini, animati da un afflato spirituale prima ancora che religioso. Lo sa bene lo scrittore Enrico Brizzi, che anima da anni il movimento degli PsicoAtleti: “È come un gioco di ruolo: con uno zaino in spalla diventi il forestiero, il pellegrino, il matto dei tarocchi, e fatalmente vedi le cose da una prospettiva diversa rispetto allo stanziale, proteso a difendere gelosamente il proprio fazzoletto di terra. Un ribaltamento che aiuta a mettersi nei panni di chiunque altro”. Un esercizio utile anche in famiglia, spiega lo scrittore che ha quattro figlie, “per allenare i ragazzi a decidere da soli quale strada prendere a un bivio della vita”.

Nell’estate 2020 camminare vuol dire anche e soprattutto andare verso una nuova normalità: un viaggio per il quale i nostri piedi ci sembrano più sicuri di aerei, treni, pullman e auto in condivisione. Così, il Touring Club Italiano ha lanciato il Piano di Valorizzazione del Cammino, nato sull’esperienza delle Bandiere Arancioni assegnate negli ultimi vent’anni ai “Borghi d’Italia”: oltre ai singoli Comuni, si certificano ora territori e percorsi lontani dai flussi turistici più importanti. “Da un lato, c’è la preferenza sempre più marcata per un turismo attivo, con cui fare attività fisica”, rileva Matteo Montebelli, Responsabile Ricerche e Pubblicazioni del Tci: “Dall’altro, c’è l’esigenza di trovare luoghi meno battuti, per contrastare l’over tourism registrato negli anni passati e far riscoprire l’Italia al turista italiano dopo il lockdown”.

In questa tendenza il già citato Cai ha lanciato a giugno “Scopriamo nuovi sentieri”, la segnalazione sui propri social di itinerari meno noti, valli laterali e versanti poco frequentati, per evitare i tanto temuti assembramenti. Sempre online, poi, si organizzano nuove community di camminatori che la quarantena ha contribuito a rafforzare, anziché disperdere: “Con la mobilità limitata è cresciuto il desiderio di vivere lo spazio passo passo”, racconta Sara Furlanetto, tra i fondatori di Va’ Sentiero, che nel mese di luglio ha registrato un +250% di like e follower, un +150% di engagement e un +80% di richieste informazioni. Online e offline, dunque, i camminatori si organizzano con tutta la resilienza necessaria in questi tempi. A piedi la meta è il viaggio e l’andata ha sempre il suo ritorno.

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