I bambini rom “sono un po’ animaletti, alzano la gamba e fanno pipì sotto gli alberi, strisciano per terra, si tirano la roba da mangiare…non è educativo e non è un bello spettacolo”. A dirlo, durante una videoriunione del Consiglio comunale su Zoom mentre si discuteva di un insediamento rom nel paese, è stata la consigliera comunale leghista di San Guliano Terme (Pisa) e vicepresidente del consiglio comunale Cristina Taccini.

Il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo lo ha denunciato in un post su Facebook, parlando di frase “ignobile e vergognosa” e concludendo: “Non possiamo permettere che la Toscana finisca nelle mani di questi razzisti“. Mentre la consigliera regionale del Partito democratico Alessandra Nardi ha ricordato che Taccini con il suo incarico istituzionale “dovrebbe difendere la Costituzione e invece, oltre a offendere la dignità di un bambino, calpesta l’articolo 3 negando i principi di pari dignità sociale senza distinzione di razza, condizioni personali e sociali”. E così la questione è finita al centro del dibattito politico in vista delle elezioni regionali, con l’europarlamentare della Lega e candidata alla presidenza della Toscana per il centrodestra Susanna Ceccardi che ha preso le distanze ma sostenendo che “il concetto che ha espresso malamente è lontano dalle idee” della Taccini.

Che alla fine si è scusata “per l’infelice frase pronunciata poiché su un tema così delicato avrei voluto e dovuto esprimermi meglio. Non intendevo assolutamente dire, poiché è lontanissimo dai miei pensieri, che i bambini rom sono animaletti e mi spiace che dalle mie parole sia uscito questo messaggio”, ha scritto in una nota. “Quel che intendevo dire è che i bambini di etnia rom che vivono a Ghezzano“, una frazione di San Giuliano, “vengono fatti vivere nella sporcizia e costretti ad usare un giardinetto pubblico come latrina sotto gli occhi di tutti. Da qui l’accostamento sbagliato. Ho auspicato che gli assistenti sociali si dedichino con immediata attenzione a restituire a questi bimbi la dignità che meritano. Perché questi bambini sono le prime vittime di condotte di vita scellerate e non rispettose delle regole“. Anche la Ceccardi dal canto suo ha precisato che “nella mia idea di Toscana, regione civile e attenta ai più deboli, non c’è spazio né per dichiarazioni di questo genere né, e lo dico con altrettanta forza e convinzione, per contesti nei quali i bambini vengono costretti a vivere in condizioni igieniche precarie e a cui viene negato il diritto a un’istruzione e a un’infanzia felice”.

Per l’eurodeputato toscano di Italia Viva Nicola Danti “l’unica parola da dire quando il furore razzista colpisce in maniera così schifosa i bambini è una sola e non è ‘scuse’, ma dimissioni“. Il deputato democratico Emanuele Fiano invece scrive su facebook: “Semplicemente, a me non verrebbe mai da dire quella frase. Non potrebbe succedere. La mia domanda è semplice, a lei come fa a venire in mente di paragonare esseri umani ad animali? Glielo dico io, nonostante capisca che ci si possa sempre scusare, e che nella vita si possa sempre sbagliare, e che si debba essere comprensivi con chi sbaglia e poi si scusa; la disumanizzazione dell’altro è alla base non solo del razzismo, ma del totalitarismo di ogni colore, da quello fascista, a quello comunista sovietico, a quello nazista a quello dell’ISIS. Per odiare una persona, un’etnia, un confessione, una popolazione, tu devi considerare che non siano umani come te, è questo che poi ti consente di realizzare le camere a gas, i gulag, o le pulizie etniche. Per questo Cristina Taccini, a prescindere dalle sue scuse, sappia che quello che lei ha detto viene esattamente fuori dalle radici del razzismo e del #totalitarismo. La storia ce l’ha insegnato. Dimenticarlo è colpevole“.

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