C’è una minoranza rumorosa di colleghi che continuano a sostenere tesi contro le evidenze dei fatti. E molti di loro sono persone che conosco da anni, che stimo e per le quali nutro sentimenti di franca amicizia. Ma mi sembra che vogliano continuare a portare avanti una posizione sulla quale non mi va neanche di misurarmi“. Così, a “In onda” (La7), Massimo Galli, primario del reparto Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, commenta il convegno “negazionista” sul covid, tenutosi nei giorni scorsi al Senato e organizzato da Vittorio Sgarbi e dal leghista Armando Siri. La conferenza ha visto la partecipazione di Matteo Salvini e di Andrea Bocelli, ma anche di clinici e scienziati, come Alberto Zangrillo, Massimo Clementi, Matteo Bassetti.


L’infettivologo puntualizza, con riferimento implicito alle note affermazioni di Alberto Zangrillo: “Un virus clinicamente morto è un virus che non ammazza più. E purtroppo non è così: nel momento in cui becca la persona giusta, l’ammazza ancora. E’ successo e continua a succedere in questo paese, fortunatamente in misura minore. I fatti dicono che abbiamo focolai in giro per il mondo e in Italia, dove abbiamo anche persone che tornano in rianimazione. Sono poche, per fortuna, perché gli anziani sono abbastanza protetti per conto loro e indossano la mascherina”.

Galli, infine, si definisce scettico sull’arrivo del vaccino entro l’inizio del prossimo anno e si pronuncia sulla riapertura delle scuole: “Vanno riaperte a settembre e con le idee un po’ più chiare. Tonnellate di nuovi banchi servono a molto poco. Occorre mettere presidi sanitari nelle scuole e seguire la situazione: più test e meno banchi“.

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