Era una decisione che attendevano da tempo. E ora che è arrivata l’ufficialità sull’accordo tra il governo e Aspi per la definitiva uscita della famiglia Benetton dall’azionariato della società, i familiari delle 43 persone che hanno perso la vita con il crollo del Ponte Morandi a Genova commentano così la notizia: “Al momento prendiamo atto che l’azionista di maggioranza nell’azienda titolare di concessione sarà estromesso, e questo non può che essere di buon auspicio ed un buon inizio“, ha dichiarato la presidente del Comitato dei parenti delle vittime Egle Possetti. “Da parte nostra l’attesa era tanta“, ha aggiunto, specificando di essere ben a conoscenza delle “grandi difficoltà tecniche, economiche e politiche che hanno circondato e circondano questa questione”. Ora che una soluzione è stata trovata, però, Possetti e gli altri parenti attendono di ricevere tutta la documentazione “per poter acquisire elementi determinanti sulle specificità dell’accordo economico-tecnico”.

Per poter dare un giudizio definitivo sul travagliato accordo stipulato nella notte dal Consiglio dei ministri, infatti, i parenti ritengono “fondamentali e discriminanti” una serie di punti: “Massima penalizzazione economica agli azionisti che dovranno cedere le loro quote e massima attenzione a non far ricadere sulle spalle della collettività il ripristino della rete autostradale degradata da anni di incuria“. Dal Comitato poi sottolineano che “sarebbe molto importante e rispettoso dei nostri cari” il non dover assistere a “dichiarazioni urlanti, soprattutto da coloro che hanno contribuito a firmare la concessione originaria, che è stata la madre della nostra tragedia e di tutte le difficoltà attuali”. Un riferimento a chi, oggi, giudica l’accordo con Aspi nonostante nel 2008 abbia votato per affidare la rete autostradale ai Benetton, prevedendo pure un indennizzo di 23 miliardi in caso di eventuale revoca. “Noi non dimentichiamo!”, ha concluso Possetti in rappresentanza di tutti i familiari.

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