Per Matteo Salvini la soluzione alla crisi economica è “condonare tutto“. E’ questo il cavallo di battaglia del leader del Carroccio che da mesi spinge per “il condono tombale fiscale” per far ripartire il Paese. E, anche oggi, poco prima di aver rifiutato l’incontro con il premier Giuseppe Conte e mentre i sondaggi confermano il calo della Lega, ha deciso di rilanciare. “Serve? Assolutamente sì. Serve un condono, saldo e stralcio”, ha detto a Rtl 102.5 parlando di tagli alle tasse dopo l’emergenza Covid. “Serve l’azzeramento totale di tutti i debiti del passato”.

Il Carroccio resta il primo partito, secondo Ixè, ma arretra ancora e “sente” il Pd alle spalle, indietro di appena 2 punti percentuali nelle intenzioni di voto degli italiani. Ed ecco allora, tornare il tema che ha riempito per anni e anni le campagne elettorali e le interviste di Silvio Berlusconi. “Faccio un esempio”, ha detto ancora il leader della Lega, “ci sono 8 milioni di cartelle esattoriali pronte a partire dalla Agenzie delle entrate da 100 euro in media, che rischiano di essere la mazzata decisiva per famiglie e imprese”.

Quindi la vecchia idea: “Io Stato ti chiedo su 100 euro 20 euro, anche perché l’80 per cento delle cartelle sono tra i mille e 10mila euro massimo”. Salvini non ha dubbi: “Occorrerebbe il coraggio di intervenire sul piano fiscale, non solo con un taglio delle tasse ma anche con l’azzeramento dei debiti del passato. Servono pace fiscale e azzeramento totale di tutti i debiti del passato”.

Al leader del Carroccio ha replicato il capogruppo di Leu alla Camera Federico Fornaro. “Nascondendosi dietro al covid 19”, ha dichiarato, “Salvini oggi ripropone come soluzione dei problemi della nostra economia un bel condono tombale. Condono tombale che rappresenta, da sempre, un premio agli evasori e uno schiaffo a mano aperta per tutti coloro, e sono la larga maggioranza dei contribuenti, che pagano le tasse fino all’ultimo euro. Eppure proprio questi mesi segnati dal Covid 19 avrebbero dovuto insegnare che le tasse servono per pagare servizi fondamentali universali come la sanità pubblica”.

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