Dopo giorni in cui il numero di contagi giornaliero aveva fatto registrare un calo, ieri negli Stati Uniti si è registrato un nuovo record di casi: in 24 ore sono stati certificati 60.209 positivi, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University. Numeri che non hanno impedito al presidente Donald Trump di dichiarare, con oltre 3 milioni di infezioni e oltre 131mila morti dall’inizio della pandemia, che negli Usa “il tasso di mortalità è sceso di dieci volte” e dirsi in disaccordo con le parole del capo della task-force anti-Covid, Anthony Fauci, che nelle scorse ore si era detto preoccupato per la situazione negativa nel Paese.

Intanto, le forze di sicurezza governative devono fronteggiare le proteste scoppiate martedì a Belgrado, in Serbia, contro il presidente Aleksandar Vučić dopo l’annuncio di nuove restrizioni a causa dell’aggravarsi della situazione sanitaria, con scontri e lancio d’oggetti contro gli agenti. In Israele, il ‘premier alternato’ e attuale ministro della Difesa, Benny Gantz, ha annunciato che si sottoporrà alla quarantena volontaria dopo essere venuto in contatto domenica una persona risultata poi positiva. E in Brasile 18 ministri si sottoporranno al tampone per il Covid-19 dopo l’annuncio della positività del presidente Jair Bolsonaro. In Russia, intanto, sono stati superati i 700mila casi dall’inizio della pandemia.

Usa, Trump contro Fauci: “Il nostro Paese è un buon posto, non sono d’accordo con lui”
Con le elezioni presidenziali di novembre che si avvicinano e i sondaggi sempre più sfavorevoli, Donald Trump deve ancora gestire il dossier coronavirus che, dai numeri diffusi quotidianamente dagli istituti di ricerca, avanza senza sosta in tutto il Paese. Dopo aver rilasciato dichiarazioni in controtendenza rispetto ai dati sui contagi, punta di nuovo il dito contro il virologo in Chief, Anthony Fauci, reo di aver commentato la situazione sanitaria americana sostenendo che il Paese “è ancora impantanato nella prima ondata“: “Nel nostro Paese siamo in un buon posto, non sono d’accordo con lui”, ha replicato in un’intervista il tycoon che poi ha contrattaccato sostenendo che “il dottor Fauci aveva detto ‘non indossate le mascherine‘ e ora dice di indossarle, aveva detto di non chiudere alla Cina mentre io l’ho fatto ugualmente. Non ho ascoltato i miei esperti e ho vietato l’ingresso alla Cina. Se non l’avessi fatto oggi staremmo peggio. E invece abbiamo fatto un buon lavoro“.

Il presidente continua comunque a chiedere nuove riaperture e nel mirino questa volta sono finite le scuole, sostenendo che la loro chiusura è legata a motivi politici e non sanitari: “Faremo molta pressione sui governatori e su tutti gli altri affinché aprano le scuole – ha detto durante la tavola rotonda alla Casa Bianca che ha riunito funzionari del mondo dell’istruzione e della sanità di tutto il Paese – Vogliamo riaprire le scuole. Lo vogliono tutti. Le mamme lo vogliono, i papà lo vogliono, i bambini lo vogliono. È tempo di farlo”.

E poi minaccia tagli all’istruzione nel caso in cui gli istituti rimangano chiusi: “In Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia e molti altri paesi le scuola sono aperte senza problemi. I democratici ritengono che sarebbe negativo per loro da un punto di vista politico se le scuole americane aprissero prima delle elezioni di novembre, ma è importante per i bambini e le famiglie. Potrebbero essere tagliati i fondi se non aprono”, ha twittato.

Gli ha risposto il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ricordando che la riapertura delle scuole è una decisione del singolo Stato non federale: “Le consultazioni al riguardo sono ancora in corso. Le riapriremo se sono sicure”.

Ma in alcuni Stati la situazione torna a diventare drammatica. Secondo quanto riportato dal Washington Post, in Florida, dove si stanno registrando contagi record, decine di ospedali hanno esaurito i posti in terapia intensiva. Situazione simile a quella che si sta delineando in Arizona e in Texas, dove i letti rimasti rischiano di essere insufficienti.

E proprio il governatore texano, il repubblicano Greg Abbott, ha deciso di cambiare le politiche sull’uso delle mascherine, dopo gli oltre 10mila casi registrati nelle ultime 24 ore: adesso sarà obbligatorio indossarle in gran parte dello Stato.

Serbia, notte di scontri intorno al parlamento dopo l’annuncio di nuove restrizioni
La conferenza stampa con la quale il presidente Vučić ha annunciato nuove misure restrittive a Belgrado per contenere una nuova ondata di contagi e decessi, come il coprifuoco per tutto il prossimo fine settimana e il divieto di raduno con più di cinque persone al chiuso e all’aperto, ha scatenato le proteste violente intorno al Parlamento che si sono presto trasformate in una rivolta contro quella che, secondo i manifestanti, è stata una mala gestione dell’emergenza da parte dell’esecutivo.

Nella notte di martedì, fino intorno alle 2, e nella serata di oggi la polizia ha dovuto fronteggiare migliaia di persone che hanno assediato la zona, cercando di forzare gli ingressi e fare irruzione all’interno dell’edificio, con gli agenti in tenuta anti-sommossa che sono riusciti a impedirlo con un massiccio uso di gas lacrimogeni. Le forze dell’ordine hanno anche dovuto proteggere le sedi della presidenza del Municipio e della tv pubblica Rts sotto il fitto lancio di sassi, bottiglie, petardi e altri oggetti.

Le immagini delle tv hanno mostrato la zona degli scontri trasformata in un campo di battaglia, con auto e camionette della polizia incendiate, cassonetti dati alle fiamme, segnali stradali divelti, fioriere distrutte. Negli scontri sono rimasti feriti 43 agenti di polizia e 17 manifestanti, 24 dei quali sono stati arrestati, ha poi fatto sapere il capo della polizia, Vladimir Rebic: “Gli agenti sono stati bersagliati da pietre, bottiglie, petardi, e altri oggetti di ogni tipo – ha dichiarato in conferenza stampa – Quando non vi è stata altra scelta ed è stata messa a rischio l’incolumità dei poliziotti è stato necessario fare uso della forza per respingere i violenti”. Secondo alcune fonti giornalistiche, a ispirare le violenze e i tentativi di fare irruzione all’interno del Parlamento sarebbe stato Srdjan Nogo, un estremista di destra già protagonista di altri episodi di violenza, che avrebbe strumentalizzato una manifestazione cominciata pacificamente.

Israele, crescono i contagi. Il ‘premier alternato’ Gantz in autoisolamento
Torna a crescere il numero dei contagi anche in Israele, dove due giorni fa il premier in carica, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che il Paese si trova in un nuovo “stato d’emergenza”. Secondo i dati forniti dal ministero della Sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti 1.528 contagi e di conseguenza il numero dei casi positivi rilevati dall’inizio della pandemia è salito a 32.714. Il numero dei malati è adesso 14.104: erano 5.460 due settimane fa. I decessi sono saliti a 343, cinque in più rispetto alle 24 ore precedenti.

Ed è notizia di oggi che il ‘premier alternato’ e attuale ministro della Difesa, Benny Gantz, ha deciso di entrare in quarantena volontaria dopo aver incontrato domenica una persona risultata poi positiva. In un comunicato Gantz ha aggiunto di essere in buone condizioni fisiche ed in attesa dell’esito del test.

Il governo ha disposto anche la creazione di una nuova zona rossa. Si tratta dell’insediamento israeliano in Cisgiordania di Betar Illit, dove vivono circa 60mila persone che dovranno quindi rimanere in isolamento per una settimana. “Ci saranno restrizioni alle entrate e alle uscite da Beitar Illit, come pure ai movimenti e alle attività commerciali all’interno della stessa città”, si legge in una nota diffusa dall’ufficio del primo ministro e del ministero della Salute israeliani. Altri focolai di entità minore sono segnalati nella cittadina ortodossa di Bney Braq (Tel Aviv), a Gerusalemme, Tel Aviv, Ashdod e Petach Tikwa.

Colombia, lockdown prolungato fino al 1 agosto. Brasile, 18 ministri si sottoporranno al test
Il presidente della Colombia, Ivan Duque, ha prorogato il lockdown nel Paese almeno fino al 1 agosto. L’annuncio è arrivato alla luce di un nuovo record di casi giornalieri di coronaviurs registrato ieri a livello nazionale. Nelle ultime 24 ore, ha reso noto il ministero della Salute, in Colombia sono stati rilevati 4.213 nuovi contagi, un dato che porta il totale dei casi nel Paese a quota 124.494, con 4.452 morti. Duque ha annunciato inoltre che i sindaci delle città meno colpite potranno decidere se permettere o meno la riapertura parziale dei ristoranti, dei musei e delle chiese dal prossimo 15 luglio. Da parte sua, il governo valuterà se dare il via libera ai voli interni da un ristretto numero di città.

In Brasile invece, dopo la notizia della positività del presidente Bolsonaro, 18 ministri hanno effettuato o effettueranno test per scoprire se sono stati a loro volta contagiati. Tra i membri dell’esecutivo che hanno già fatto il tampone c’è il capo del gabinetto della Presidenza, il generale Walter Souza Braga Neto, che sabato scorso ha accompagnato Bolsonaro a pranzo con l’ambasciatore americano, Todd Chapman. Il diplomatico ha già svolto l’esame ed è risultato negativo. Da marzo, quando 23 tra ministri e assessori sono stati contagiati dal Covid-19, durante un viaggio negli Stati Uniti con Bolsonaro, almeno 108 funzionari e impiegati del Palacio do Planato hanno contratto la malattia, secondo quanto riferito dal ministero delle Comunicazioni. Nelle ultime due settimane Bolsonaro ha avuto incontri, molti dei quali senza mascherina, con oltre 60 tra politici, parlamentari e imprenditori.

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