Elezioni regionali come termometro sul governo? La politica nella sua illusione di libertà è come un aquilone che pensa che da lassù possa andare dove vuole. Ma c’è un filo che lo tiene a terra ed è il senso comune, che oggi dice: abbiamo già un sacco di guai e sappiamo benissimo cosa è una crisi di governo, cioè due o tre mesi senza prendere nessuna decisione. Quindi, non andiamo a cercarci il freddo nel letto“. E’ la metafora adottata dal deputato di LeU, Pier Luigi Bersani, ospite di “In Onda” (La7), sulla possibilità che le prossime elezioni regionali possano essere un test sul governo, come più volte paventato da Matteo Salvini.


E proprio al leader della Lega Bersani si rivolge, a proposito polemica scatenatasi a seguito di una frase dell’ex segretario del Pd sulla manifestazione-assembramento del 2 giugno con Salvini e Meloni (“Viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri”): “Salvini, nessuno se la prende coi morti. Io mi chiedo e chiedo se ho il diritto di pormi un interrogativo sul fatto che un ex ministro dell’Interno il 27 febbraio diceva di aprire tutto e il 2 giugno ridicolizzava le mascherine“.
Bersani viene immediatamente interrotto dal direttore de Il Tempo, Franco Bechis: “C’era anche Zingaretti che andava in giro a fare gli aperitivi“.

Il parlamentare ribatte: “La tua obiezione vale come quella di chi dice: ‘Ma la partita del Napoli’. Sto parlando dell’ex ministro dell’Interno, del capo del più grande partito di questo Paese”.
“E io sto parlando del segretario del Pd, capo della maggioranza” – controbatte Bechis – dell’uomo che regge questo governo e che probabilmente con quell’atteggiamento ha aiutato a far finire nel dramma l’Italia“.
Nasce un serrato battibecco tra i due, con Bersani che osserva: “Salvini non ha fatto forse come Trump, Bolsonaro, Johnson? Bechis, è innegabile che tutta la destra mondiale è stata semi-negazionista. Tira via Zaia, che ha le radici di una sanità territoriale. E fatemelo dire: vogliamo parlare di Tina Anselmi, per favore? Perché quella sanità lì di territorio se l’è inventata lei. Mi inchino a Zaia, ma mi sarebbe piaciuto che qualcuno si fosse ricordato come è venuta fuori la riforma sanitaria in questo Paese”.

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