Dopo rinvii, polemiche e lunghi confronti tra le parti, arrivano le linee guida ufficiali per il rientro a scuola. L’intesa tra governo ed Enti locali è stata raggiunta oggi nel corso della Conferenza Stato-Regioni, con la sola contrarietà del governatore campano De Luca. “La scuola è al centro delle politiche di questo governo, è al centro dei nostri pensieri” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa, confermando lo stanziamento di un miliardo in più. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, esponendo nel dettaglio le misure contenute nel documento, parla anche di nuove assunzioni: “Avremo bisogno di più spazi – nei parchi, nei cinema e nelle biblioteche – e quindi anche di più organico, fino a 5omila docenti in più a tempo determinato”. E, di pari passo, cresceranno anche gli stipendi “dagli 80 ai 100 euro“. Oltre alle regole per il rientro, oggi è stata arrivata anche la data della prima campanella: il 14 settembre, ma gli istituti potranno aprire le aule già due settimane prima per i corsi di recupero.

Conte: “La scuola è al centro delle nostre politiche” – In serata si è tenuta una conferenza stampa congiunta, in cui il presidente del Consiglio ha ricordato gli stanziamenti per la scuola. “Da gennaio abbiamo stanziato due miliardi per l’edilizia scolastica e ora un ulteriore miliardo per nuovi investimenti“, ha detto, spiegando come la scuola sarà uno dei capitoli del piano dell’Italia per il Recovery Fund. “Vogliamo una scuola più moderna, più sicura, più inclusiva. Vogliamo contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica“. Poi è entrato nel dettaglio delle misure contenute nelle linee guida, in particolare sui nuovi spazi: “Le cosiddette classi pollaio a noi non piacciono affatto”. E rispondendo alle domande dei giornalisti, conclude: “Non è una sfida della ministra Azzolina o mia, ma una sfida da vincere tutti insieme, dirigenti, sindacati, forze politiche e amministrazioni locali, per una nuova scuola a Scampia che si avvicini sempre più alle best practices“.

Azzolina: “50mila nuove assunzioni e stipendi più alti” – La ministra dell’Istruzione ha presentato le linee guida parlando di misure “assolutamente condivise con tutte le forze in campo del mondo della scuola. Perché la scuola è il nostro futuro – insiste – la scuola forma cittadini e cittadine”. Nel dettaglio, annuncia scuole più pulite, accessi scaglionati, distanziamento ma soprattutto “niente doppi turni e niente classi pollaio con trenta studenti“. Perché gruppi troppo numerosi “non permettono di valorizzare i talenti di ciascuno – sottolinea – studenti e studentesse vanno coltivati, altrimenti si crea dispersione scolastica, e perdiamo gli studenti per strada”. Per il nodo più complesso, quello degli spazi, Azzolina spiega: “Abbiamo creato un software che ci dica quanti metri ci sono in ogni aula, e grazie a questo sappiamo che il 15% degli alunni deve andare fuori dalle classi per rispettare il distanziamento”. Per farlo, dice, bisogna lavorare sull’edilizia scolastica leggera, sul recupero degli edifici scolastici dismessi. E soprattutto: “Fare scuola anche fuori dalla scuola”. Nei cinema, negli archivi, nei teatri. “E perché no, anche al parco per i più piccoli”. Poi parla di nuove assunzioni: “Se abbiamo bisogno di più spazio anche di più organico: 50mila persone a tempo determinato. E poi assumeremo a tempo indeterminato, aumentando gli stipendi dei docenti dagli 80 ai 100 euro perché se lo meritano, i loro stipendi sono i più bassi d’Europa“. Infine, rispondendo alle domande dei giornalisti, annuncia una capillare attività di controllo sull’applicazione delle misure per il rientro: “Dal 1 luglio inizierò a girare ufficio scolastico regionale per ufficio scolastico regionale, scuola per scuola. Andremo a monitorare e aiutare dirigenti scolastici e usr perché la scuola a settembre parta e bene“.

La giornata – La Conferenza Stato-Regioni, prevista per giovedì e slittata alle 14:30 di venerdì, è terminata con l’accordo sulle regole per il nuovo Piano scuola, e il solo parere contrario della Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha infatti dichiarato che “non diremo che siamo d’accordo con le misure che saranno prese”. Oggetto dell’attacco del presidente campano è in particolar modo la ministra dell’Istruzione “per la quale – aggiunge – i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante. Non daremo l’intesa perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l’organico dei docenti”. Un altro membro dem, il segretario Nicola Zingaretti, in mattinata aveva mandato il proprio messaggio al governo chiedendo uno sforzo per fornire ai professionisti della scuola e agli amministratori locali “risposte chiare, regole certe e condivise”, oltre a ribadire che “servono maggiori investimenti” per l’assunzione di nuovo personale. Parole alle quali aveva indirettamente risposto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri parlando ad Agorà su Rai3, aveva pronunciato il suo whatever it takes in favore della scuola: “Le risorse alla scuola e all’università sono quelle spese meglio. Abbiamo già messo più di un miliardo e metteremo tutto ciò che serve per far ripartire la scuola in sicurezza”, ha detto parlando della richiesta avanzata dalla ministra dell’Istruzione di un miliardo di euro in più.

De Cristofaro: “Si riparte il 14 settembre” – Nel pomeriggio arriva anche una data per la prima campanella. l sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24, ha detto: “Le scuole riapriranno il primo settembre per i corsi di recupero e il 14 c’è la riapertura vera e propria. Il 20 settembre – ha aggiunto – spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell’occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente”. Il sottosegretario ha poi chiarito l’aspetto più criticato delle anticipazioni, cioé il ritorno della didattica a distanza: “Sotto i quattordici anni non si fa, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale”. Quindi le lezioni online saranno “una vera e propria extrema ratio“.

Azzolina: “Fatto un buon lavoro”. Bonaccini: “Grazie ministro per il miliardo in più” – La prima a manifestare soddisfazione è la titolare dell’Istruzione, che a caldo ha commentato: “Lavoro complesso ma realizzato tutti insieme. Fatta buona politica per il bene della scuola. Risultato importante“. Soddisfatto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, il governatore emiliano Stefano Bonaccini, molto critico nelle scorse ore, quando aveva definito le prime proposte dell’esecutivo “irricevibili”: “Ringrazio la ministra Azzolina per aver chiesto il miliardo aggiuntivo per settembre. Sono linee condivise, è un bel risultato“, ha commentato. Poi ha voluto sottolineare che “le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali. Abbiamo lavorato molto su questo testo nella consapevolezza che la riapertura delle scuole sia il primo segnale di un Paese che riparte davvero“. Il ministro della salute, Roberto Speranza, parla di “un primo importante passo avanti. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito”. Soddisfazione al termine della Conferenza anche da parte del ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia: “Insegnati, studenti, famiglie, personale Ata, possono guardare all’inizio del prossimo anno scolastico confidando in una riapertura ordinata e sicura dal punto di vista sanitario”.

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