Periodo duro per i marchi di lusso inglesi, che tra Coronavirus e difficoltà economiche sono costretti a ridimensionarsi. Prima è stata la volta di Aston Martin e McLaren, che hanno tagliato rispettivamente 500 e 1.200 posti di lavoro, ora invece la “razionalizzazione” toccherà a Bentley, il premium brand di proprietà del gruppo Volkswagen, il cui amministratore delegato Adrian Hallmark ha annunciato in un’intervista rilasciata alla testata specializzata Autonews ben 1.000 esuberi.

Non si tratterà tuttavia di tagli, ma di “uscite volontarie” e presumibilmente incentivate che riguardano i lavoratori della fabbrica di Crewe, in Inghilterra. Dove al momento risultano occupate circa 4.200 persone, e dove proprio oggi è stato sfornato l’esemplare numero 20.000 dello sport utility Bentayga (nella foto), entrato in produzione nel 2016.

“Perdere colleghi non è un qualcosa che prendiamo alla leggera”, spiega Hallmark, “ma è un passo necessario per salvaguardare il lavoro della maggioranza che rimane. Finora abbiamo subito perdite che non siamo in grado di compensare negli ultimi cinque mesi dell’anno”.

In realtà Bentley, dopo essere tornata ai profitti lo scorso anno, nel primo trimestre 2020 è stato l’unico marchio della galassia Volkswagen ad incrementare le vendite. Il problema, semmai, è stato l’ultimo periodo, in cui il costruttore britannico ha perso quasi 100 milioni di euro al mese: il che fa prevedere una contrazione dei ricavi del 25-30% a fine anno. Con l’aggravante di uno stabilimento, per l’appunto quello di Crewe, che viaggia a mezzo servizio a causa delle norme sul distanziamento sociale.

Anche lo sviluppo del futuro veicolo elettrico, originariamente in rampa di lancio nel 2025, ha subito una battuta d’arresto. E, nonostante la volontà del management di restare nei tempi prefissati, il suo debutto slitterà probabilmente di un anno.

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