Era stato presentato come un acquisto in grande stile. Oltretutto da parte di un imprenditore straniero, Majd Yousif, che aveva deciso di ampliare il suo business delle auto elettriche – la Share ‘n go – al calcio. E in particolare al Livorno, che sarebbe passato di mano mettendo la parola fine alla gestione ventennale di Aldo Spinelli. E invece no: la polizia olandese martedì ha eseguito un blitz nella sede di Share ‘n go tra Ablasserdam e Sliederecht, vicino a Rotterdam, che ha portato all’arresto di quattro persone che sono indagate per riciclaggio di denaro. La polizia olandese, in un comunicato, ha spiegato che in manette sono finiti un uomo di 50 anni e una donna di 55 “come principali sospettati di riciclaggio di denaro”, mentre un uomo di 32 e una donna di 28 come “per complicità nel riciclaggio di denaro e per possesso di armi”.

Se la polizia locale non fornisce i nomi degli arrestati spiegando che le indagini sono ancora in corso, il quotidiano olandese De Telegraaf, citando diverse fonti, scrive che gli arrestati sono proprio Yousif, la moglie e gli altri due complici. L’età fornita dalla polizia combacia con quella del manager libanese residente a Papendrecht e della moglie. La notizia ha sconvolto la città di Livorno e la società calcistica: il 3 giugno lo stesso Yousif era atteso in Italia per firmare il contratto di acquisto dopo quattro mesi di trattative con Spinelli.

Gli investigatori: “Riciclaggio di denaro” – L’inchiesta è partita all’inizio del 2019 dopo una serie di denunce interne su una compagnia di autonoleggio di Ablasserdam: secondo gli investigatori, la societàShare ‘n go era in possesso di un gran numero di auto elettriche che non venivano utilizzate e l’attività commerciale era ridotta al minimo. Gli inquirenti dell’Integral Packing Team ConfisQ (l’organo olandese preposto) però non sarebbero riusciti a individuare l’origine del finanziamento della società rilevando una serie di transazioni sospette e relazioni tra diverse società, con le auto che cambiavano proprietario senza pagamenti tracciati. Un tipo di trasferimento, scrivono i poliziotti nel comunicato, che “è tipico delle attività nascoste usate per il riciclaggio di denaro”.

Il blitz di martedì mattina ha coinvolto 70 agenti che prima sono andati ad Ablasserdam, sede della Share ‘n go, poi a Papendrecht dove vive l’imprenditore e poi allo studio dentistico della moglie a Sliedrecht, fuori Rotterdam. Gli investigatori durante il blitz hanno sequestrato auto di lusso – tra cui una Bentley, una Tesla e una Mercedes AMG con cui il manager si presentò a Genova da Spinelli – orologi di valore tra cui un Rolex, 26 auto a noleggio e 268 munizioni. Il business di Yousif tra auto elettriche e litio – Majd Yousif, 50 anni nato in Libano, vive in Olanda dal 2000: di formazione è un chirurgo plastico ma ha deciso di abbandonare presto la sua carriera medica per dedicarsi all’impresa. E in particolare agli investimenti nelle miniere di Litio in Mongolia e in Belgio e di Car Sharing. La Share ‘n go è meno conosciuta di altre aziende del settore ma è attiva anche in Italia dove le sue auto elettriche continuano a circolare a Milano, Roma e Firenze, nonostante gli stop temporanei del servizio a causa degli atti vandalici e dei conti in rosso. In Olanda invece la società è ancora considerata una start-up in fase di sperimentazione.

L’acquisto del Livorno – Tutto era iniziato a dicembre scorso quando Spinelli aveva comunicato al sindaco di Livorno, Luca Salvetti, di voler vendere la società ed era stato proprio quest’ultimo a conoscere per primo Yousif. Un acquisto che avrebbe accontentato tutti: la città che da anni vede la squadra arrancare nelle serie inferiori, il patron genovese ormai stanco che da tempo ha messo sul mercato la società e lo stesso Majd Yousif. Poi l’incontro del 5 febbraio a Genova quando, alla presenza dei tre, era stato raggiunto un accordo di massima per il passaggio della società: “Accordo concluso” aveva annunciato entusiasta Salvetti. Entro febbraio si sarebbe dovuto concludere l’acquisto con il completamento delle pratiche legali ma i tempi erano slittati e la firma sarebbe dovuta avvenire a inizio giugno. Fino all’inchiesta di martedì che ha posto fine in un attimo alla trattativa: “Sono basito – ha commentato il sindaco – Livorno merita persone trasparenti e libere da ogni coinvolgimento giudiziario”. Una conferma che arriva anche dal patron Aldo Spinelli: “La trattativa dopo tre mesi sarà interrotta”.

Twitter: @salvini_giacomo

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