I leader socialisti che guidano Svezia e Danimarca, Paesi oggi schierati con Austria e Paesi Bassi nel fronte dei “frugali, dovrebbero al contrario appoggiare la proposta di un Recovery fund corposo e in grado di dare aiuti a fondo perduto oltre che a prestito. Perché è quella la linea sostenuta dal gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo e riassunta nella Risoluzione approvata a larga maggioranza il 15 maggio. L’appello arriva dal segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, che alla vigilia di una settimana cruciale per le decisioni a livello europeo sugli strumenti per la ripresa economica ha scritto al presidente del Pse, Sergei Stanishev, auspicando che chieda “a tutti i partiti della nostra famiglia” di sostenere queste posizioni. L’ex primo ministro bulgaro risponde di aver già “trasmesso le preoccupazioni sollevate da molti nella nostra famiglia politica rispetto al cosiddetto Gruppo dei Quattro Frugali”: “Impegnarsi in una alleanza strutturale con l’ultra conservatore Cancelliere Kurz e il Primo Ministro neoliberista Rutte provoca certamente preoccupazione all’interno del PSE”.

Nella lettera Zingaretti ribadisce che “una larga maggioranza di governi ritiene che, per realizzare gli obiettivi di coesione e crescita, il Fondo debba avere una ampia dotazione, in parte a prestito e in parte a fondo perduto, una temporalità di medio periodo e senza rigide condizionalità. Un risultato ottenuto grazie all’impegno del PSE e dei ministri della nostra famiglia”. “Nei giorni scorsi – ricorda il segretario Pd – anche la Cancelliera Merkel e il Presidente Macron hanno assunto una posizione ufficiale pubblica in questa direzione, che peraltro corrisponde a ciò che il PSE ha proposto nei suoi documenti e il gruppo S&D ha sostenuto concorrendo in modo determinante alla Risoluzione approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo”.

“A questa linea – sottolinea con preoccupazione Zingaretti – si i governi di alcuni Paesi, i cosiddetti ‘frugali’, sostenendo che il Recovery Fund debba elargire finanziamenti unicamente a prestito, per un tempo breve e con rigide condizionalità. Una posizione in netto contrasto con la maggioranza dei governi europei, della Commissione e del Parlamento Europeo. E anche in netto contrasto con le proposte avanzate dal PSE e dal Gruppo parlamentare S&D”. Zingaretti quindi ritiene “indispensabile che anche sul Recovery Fund il PSE ribadisca le posizioni fin qui seguite chiedendo a tutti i partiti della nostra famiglia di sostenerle“.

Stanishev, rispondendo al messaggio, conferma che “abbiamo lavorato assieme senza sosta nelle scorse settimane per orientare il dibattito europeo sulla necessaria ripresa, nella direzione che potrebbe garantire sicurezza per tutti i nostri cittadini e sostenibilità alla nostra economia”. E “dobbiamo riconoscere che soluzioni innovative – che erano inimmaginabili quando abbiamo iniziato – sono ora sul tavolo dei decisori e che ciò è anche grazie al nostro Movimento. In tal senso permettimi di sottolineare gli sforzi compiuti dalla SPD in Germania; senza di loro non avremmo certamente visto la proposta franco-tedesca così come è oggi”. Il Presidente del Pse assicura di aver “già trasmesso, negli scorsi giorni, le preoccupazioni sollevate da molti nella nostra famiglia politica, rispetto al cosiddetto Gruppo dei Quattro Frugali. Impegnarsi in una alleanza strutturale con l’ultra conservatore Cancelliere Kurz e il Primo Ministro neoliberista Rutte, provoca certamente preoccupazione all’interno del PSE”.

“In attesa della proposta ufficiale della Commissione europea – conclude il Presidente del PSE – dobbiamo prepararci al prossimo Consiglio europeo di giugno, per definire la nostra posizione come famiglia politica, in cooperazione con il nostro gruppo al Parlamento Europeo, i nostri Commissari, i nostri Primi Ministri. E ci adoperiamo affinché il Recovery Fund corrisponda nel modo migliore alle aspettative dei cittadini”.

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