Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto Rilancio: è stato così emanato e nella notte sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Sei giorni fa, il 14 maggio, c’era stata l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del provvedimento già denominato decreto Aprile e poi slittato a metà maggio. Una settimana dopo l’esecutivo è riuscito a chiudere e bollinare la maxi manovra da 55 miliardi con i nuovi aiuti a famiglie e imprese e le risorse. E, come garantito dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in giornata, il bonus autonomi sarà disponibile al massimo in due-tre giorni.

Mentre il Parlamento è ancora alle prese con il decreto per garantire liquidità alle imprese, è in arrivo quindi il nuovo provvedimento, lievitato nell’ultima versione a 266 articoli: la parola passa alle Camere che avranno a disposizione circa 800 milioni per le modifiche. Nell’ultima versione, a quanto risulta, sono saliti i fondi alle scuole paritarie, per i quali aveva protestato la Cei nelle scorse ore, che saranno in tutto 150 milioni, di cui 65 per il ristoro delle mancate rette per chi fa servizi di asilo nido o per l’infanzia e 70 milioni per le scuole primarie e secondarie per le mancate rette di studenti fino a 16 anni.

Nel decreto inoltre, tra le altre cose è presente “il bonus babysitter o per i centri estivi” fino a 1200 euro, che si potrà chiedere “da domani”, come ricordato oggi sempre da Gualtieri, ma anche un ventaglio di nuovi interventi per le imprese, come gli aiuti a fondo perduto che non si rivolgeranno solo ad autonomi e professionisti (fino a 1000 euro nella terza tranche), ma anche alle piccole imprese fino a 5 milioni di fatturato.

Sempre le piccole imprese, come ha annunciato invece il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, avranno più tempo per rimborsare i prestiti garantiti al 100% dallo Stato fino a 25 mila euro: con un emendamento al decreto imprese, che sarà votato nelle prossime ore, il termine per restituirli passerà da 6 a 10 anni. E sempre in Parlamento si dovrebbe risolvere il nodo della responsabilità in caso di contagio, che, sarà chiarito con una norma, non ci sarà per quelle attività che rispettano tutte le regole anti-Covid per la sicurezza dei luoghi di lavoro.

Il ritardo nella pubblicazione della maxi-manovra per fronteggiare i danni economici dell’epidemia, intanto, ha lasciato un buco normativo sullo stop ai licenziamenti, già previsto dal decreto Cura Italia e che il governo ora proroga di altri tre mesi con il decreto Rilancio: lo stop, infatti, è scaduto il 17 maggio, dando così la possibilità alle imprese in difficoltà in questi giorni – e finché il nuovo decreto non sarà pubblicato – di licenziare per giustificato motivo. A chi ha rischiato di perdere il posto fisso nonostante gli interventi messi in campo finora (9 settimane di Cig che ora saranno raddoppiate, ma con solo altre 5 settimane che si potranno chiedere fino a fine agosto, le altre 4 tra settembre e ottobre) si aggiungono anche i contratti a tempo determinato in scadenza in questi mesi di crisi (che si potranno però rinnovare senza causale, per la sospensione temporanea del decreto Dignità).

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