Repetita iuvant. Specie quando in ballo ci sono livelli occupazionali e gettito fiscale. Ecco perché Bruno Le Maire, il ministro dell’economia francese, è tornato implicitamente a parlare dei posti di lavoro nell’industria automotive transalpina. E se in relazione alla poi sfumata fusione fra FCA e Renault – viste le possibili “razionalizzazioni” tipiche di ogni matrimonio, ovvero il ridimensionamento del personale operativo – aveva chiarito la necessità di tutelare i posti di lavoro francesi, stavolta Le Maire alza ulteriormente la posta, facendo leva sulla crisi del settore auto innescata dal Covid-19.

Il manico del coltello glielo garantiscono i numeri: nel primo trimestre 2020 le auto vendute in Europa sono state poco più di tre milioni, il 26% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Un contesto in cui Renault ha bruciato 5,5 miliardi di euro di liquidità – dai 15,8 miliardi di fine 2019 – e visto le vendite calare del 25,9% a 673 mila unità (non va meglio ai concorrenti di PSA, che hanno registrato una flessione delle vendite del 15%). I ricavi della Losanga sono scesi a 10,125 miliardi, con una flessione del 19,2%. Sicché, per mettere in sicurezza la situazione patrimoniale, Renault ha ottenuto dall’Eliseo garanzie statali su prestiti bancari per 5 miliardi di euro.

Cifre che il Governo francese interpreta come una ghiotta occasione per potenziare la filiera produttiva nazionale: infatti, Le Maire ha fatto sapere che, per avere il sostegno economico pubblico, i costruttori transalpini – di cui lo Stato francese è anche fra i principali azionisti, detenendo il 15% della Renault e il 13% di PSA – dovranno impegnarsi a rilocalizzare il più possibile i loro stabilimenti di assemblaggio in Francia. Ciò, come detto all’inizio, significa garanzie sui posti di lavoro, destinati ad aumentare in virtù della mano d’opera necessaria per mandare avanti gli impianti. Senza contare le benefiche ricadute sull’indotto e sul gettito fiscale, appunto.

“Siamo pronti ad aiutarvi, siamo pronti a migliorare gli incentivi per le nuove auto, siamo pronti a vedere cosa può migliorare la vostra competitività nei siti di produzione francesi”, ha detto Le Maire alla radio BFM Business: “In cambio quale sarà il vostro piano di rilocalizzazione? È così che vogliamo costruire un’industria automobilistica più forte”. Un’antifona più che chiara, divulgata alla vigilia degli incontri che il Ministro avrà in settimana coi rappresentanti dell’industria automobilistica del Paese in merito al piano di risanamento nazionale, previsto per fine agosto o settembre. Una strategia che potrebbe cambiare la geografia produttiva dell’automotive, visto che attualmente Renault possiede 18 stabilimenti automobilistici europei, di cui solo 6 sono in Francia. Ne ha 18 pure PSA, sparsi fra Europa e Russia. Ma solo 5 di essi sono in Francia.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Auto e moto, ecco la Fase 2. Mascherina e autocertificazione sempre a portata di mano

next