Il Comitato olimpico internazionale ha deciso: i Giochi di Tokyo sono spostati all’estate del 2021. La decisione del Cio è arrivata quasi in contemporanea con le parole del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, con le quali ha ammesso che, nella situazione attuale dovuta al diffondersi della pandemia di coronavirus, uno spostamento dei Giochi era inevitabile. “Se mi viene chiesto se possiamo tenere le Olimpiadi in questo momento, dovrei dire che il mondo non è in condizione”, ha detto nel corso di una sessione parlamentare.

I segnali di un possibile rinvio erano arrivati appena 24 ore prima, quando lo stesso Abe aveva aperto a questa possibilità. Tutto all’indomani della dichiarazione del Cio che ha esplicitamente ammesso di studiare vari piani alternativi a causa dell’emergenza coronavirus. Questo anche dopo le defezioni annunciate dai Comitati canadese e australiano per evitare contagi tra gli atleti.

Il presidente del comitato organizzatore olimpico di Tokyo, Yoshiro Mori, ha dichiarato di appoggiare la decisione del Cio di rivedere il piano esistente. Così, anche Abe aveva dovuto ammorbidire la sua posizione, fino a quel momento intransigente e ha dichiarato a una sessione parlamentare: “Se è difficile tenere i giochi in questo modo, dobbiamo decidere di rimandare, dando priorità alla salute degli atleti. Penso che molti di loro si trovino in aree in cui non possono allenarsi correttamente poiché il nuovo coronavirus si sta diffondendo nel mondo”.

Prima di Abe, solo il ministro dello Sport giapponese, Seiko Hashimoto, aveva ipotizzato uno spostamento della manifestazione, pur entro la fine del 2020, come previsto dagli accordi. “Il contratto prevede che i Giochi si svolgano entro il 2020 – aveva detto rispondendo alla richiesta di un parlamentare – Ciò potrebbe essere interpretato nel senso di consentire un rinvio”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Coronavirus, slittano le Olimpiadi di Tokyo 2020. La storia si ripete: nel 1940 saltarono a causa della guerra sino-giapponese

next