Venerdì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha adottato una decisione epocale, sospendendo il Patto di stabilità e crescita per la prima volta nella storia. Esattamente un mese dopo la scoperta del primo caso di coronavirus in Lombardia, l’Italia e tutti gli altri Paesi hanno la possibilità di sforare i vincoli di bilancio europei. Ne ha parlato la stessa presidente in un’intervista al Corriere della Sera, affermando che “il governo italiano potrà mettere nell’economia tanto denaro quanto serve”.

Significa che “le normali regole di bilancio, quelle sul debito ad esempio, non saranno applicate in questa fase”. Il provvedimento si aggiunge al nuovo piano di acquisti della Banca centrale europea. Ma non è il solo. La Commissione, come annunciato la settimana scorsa, ha infatti predisposto un pacchetto che la von der Leyen definisce “fortissimo” e che include anche misure per gli investimenti. I soldi dei fondi strutturali inutilizzati saranno lasciati nella disponibilità dell’Italia. Undici miliardi che potranno essere investiti “nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altro”. Inoltre, interverrà anche la Banca europea per gli investimenti, che fornirà “8 miliardi di garanzie a livello europeo per i prestiti che le Pmi possono usare”.

La von der Leyen tiene a sottolineare che “nessuno Stato membro può fronteggiare questa minaccia da solo” e che “dobbiamo lavorare insieme e aiutarci reciprocamente. Il virus non ha confini e l’Unione europea è più forte quando mostriamo piena solidarietà”. Un meccanismo di solidarietà potrebbero essere i coronavirus bond. La presidente ribadisce che sono stati presi in considerazione. E afferma che l’Unione europea si è anche assicurata che “una delle società leader, che sta sviluppando un vaccino contro il coronavirus, non fosse comprata dagli Stati Uniti ma rimanesse in Europa”. Come? Dandole 8o milioni di euro attraverso la Banca europea per gli investimenti.

Ma la solidarietà si scontra con la chiusura dei confini da parte di 13 Paesi dell’area Schengen. Incalzata sul tema, la von der Leyen si impegna a non permettere mai che l’Europa si trovi divisa e sostiene che bisogna “tenere il mercato unico il più possibile operativo e fluido”. La Commissione, dice, ha “immediatamente messo sul tavolo delle linee guida per introdurre corsie preferenziali, corridoi dedicati al trasporto delle merci essenziali e del materiale sanitario, e per permettere all’economia di andare avanti”.

Secondo la presidente, “le crisi come questa ci fanno capire quanto preziosa sia la famiglia europea. Il nemico è sconosciuto, invisibile, orribile, ma abbiamo capito che stando assieme possiamo affrontare meglio le difficoltà che da soli”. Per la von der Leyen l’Unione europea uscirà più forte dalla crisi. E un segno è che, dopo un momento di difficoltà, è tornato il senso di appartenenza.

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