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di Monica Valendino

Non è dato ancora sapere se il termine emergenza sia propriamente corretto. Forse è una tragedia, ma come ha detto saggiamente qualcuno i danni si potranno contare solo alla fine. Sicuramente saranno enormi a livello mondiale e in Italia c’è da creder che qualcuno rimpiangerà il professor Mario Monti e la ministra Elsa Fornero come fossero San Francesco e Santa Rita. Sicuramente a livello governativo sono stati fatti errori che verranno valutati attentamente. Ma ora è il tempo di stringerci assieme e pensare per una volta nella vita che ogni nostra azione ha ripercussioni sugli altri oltre che su noi stessi.

Premesso questo una cosa possiamo già dirla: tra gli errori che sono stati fatti, emerge chiaro che in Italia il sistema va rivisto. La Cina che per prima ha vissuto (e sta vivendo) questo momento storico ha una linea di potere politico verticale. Il presidente Xi Jinping ha deciso e tutti hanno obbedito, anche con leggi che definire marziali non è eufemistico.

In Italia la legga di Marte è sancita dalla Costituzione (per guerra o emergenza nazionale), ma nessuno ha voluto prendere (ancora) la decisione di adottarla perché presuppone che la giustizia sia delegata ai tribunali militari, con tutti gli effetti che si possono immaginare. Ma i limiti di una democrazia orizzontale come la nostra sono emersi: il governo ha delegato e si è confrontato con le troppe autonomie che si sono rivelate deleterie.

Nei primi giorni della crisi, mentre Conte e i suoi ministri cercavano di capire e agire, a livello locale dove la Lega comanda (e con il capo dell’opposizione in trincea) si è passati dal voler chiudere subito Schengen (mentre il mondo ci isolava senza bisogno di aiuto), passando alle accuse allo stesso Conte di mandare sul lastrico le aziende, per poi chiedere l’emergenza, fino ad arrivare in qualche caso a richiedere aperture (“riapriamo Milano” oggi appare quasi ironicamente angoscioso).

In Friuli il 3 marzo il governatore Fedriga (Lega) ha approvato un aiuto per il turismo montano con Skipass gratuito per chi dorme almeno due notti in Fvg: risultato? Domenica 8 marzo migliaia di persone sulle piste. Tutti contenti per una misura di incentivi turistici messa in atto dalla Regione al fine di contenere gli effetti dell’emergenza coronavirus sul comparto turistico.

A Udine il sindaco Fontanini (Lega) ha consentito comunque aperture di mercatini locali e fino all’ultimo giorno (11 marzo) non si è detto contrario. In compenso tutti nel momento politicamente opportuno hanno chiesto misure ancora più draconiane.

In sintesi, in tutta questa tragedia appare sempre più chiaro che in futuro andrà rivista la tanto decantata autonomia che più che amministratori sembra avere sceriffi con la loro stella sul petto, che cercano di rassicurare i signorotti locali e far paura ai più esposti. Si dovrà tornare ad amministratori che abbiano mani libere su piccole questioni locali, ma debbano comunque e sempre rispettare la legge nazionale. Uguale per tutti.

Chiudiamo con un pensiero tratto dalle opere di Oscar Wilde e mai così attuale: “Siamo tutti su un guado, ma c’è qualcuno che si sofferma a guardar le stelle”. Per fortuna.

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