Da anni non gli garantivano le 24 ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione che gli spettavano per legge e previste dal suo Piano educativo individuale, ma gli veniva fornita sempre una quantità minore di assistenza educativa personale “A.B.A.” per sole 14-15 ore, cifra comunque insufficiente per frequentare con regolarità la scuola insieme ai suoi compagni di classe. E il Comune è stato condannato dal tribunale di Teramo con un’ordinanza ha confermato nero su bianco il diritto all’assistenza scolastica prevista anche dall’articolo 12 comma 5 della legge 104 del 1992 che obbliga gli enti locali a fornire gli strumenti necessari agli istituti scolastici di ogni ordine e grado per garantire l’assistenza educativa all’autonomia e alla comunicazione come forma di sostegno per gli alunni con disabilità certificata (anche in presenza di vincoli di bilancio dell’ente).

Quella del 21enne è una situazione che colpisce migliaia di studenti disabili. Ma i genitori dello studente, ora 21enne, si sono rivolti ad un avvocato e hanno fatto causa al Comune di Atri, in Abruzzo, per discriminazione e negato diritto allo studio previsto a tutela degli studenti con disabilità sia dall’ordinamento internazionale (Convezione Onu) che italiano. Il giudice di Teramo non solo ha ordinato di integrare immediatamente l’assistenza scolastica ma ha anche condannato il Comune di Atri a pagare un’ammenda di 3mila euro come risarcimento per il danno provocato, oltre che le spese processuali.

Il ragazzo si chiama Daniele Del Principio, è uno studente con un disturbo dello spettro autistico grave e attualmente frequenta il quarto anno del liceo linguistico Zoli. Il suo “Pei” prevede 24 ore settimanali di assistenza, così come riportato anche nel Profilo dinamico funzionale che viene redatto dall’Unità Multidisciplinare composta dal medico specialista nella patologia segnalata, da uno specialista in neuropsichiatria infantile, un terapista della riabilitazione, operatori sociali, docenti curriculari, docenti specializzati della scuola e familiari. “La nostra battaglia parte da lontano – racconta a ilfattoquotidiano.it Concezio, il papà di Daniele – Dagli ultimi anni della scuola elementare quando hanno iniziato a non fornire a nostro figlio tutte le ore di assistenza necessarie. Inutili sono state le reiterate richieste di ripristino. E anche quest’anno, ad inizio anno scolastico, abbiamo inoltrato al Comune la richiesta di assegnazione delle ore di assistenza scolastica stabilite, senza nessun riscontro positivo. Perciò abbiamo deciso di fare causa all’amministrazione comunale e abbiamo vinto su tutta la linea”.

Il tribunale di Teramo ha accolto l’istanza della famiglia dello studente come parte interessata, dichiarando “la natura indirettamente discriminatoria del comportamento del Comune” e ordinando “l’immediata cessazione della condotta discriminatoria mediante assicurazione, in favore dello studente, delle 24 ore settimanali”. “Non è una novità assoluta a livello nazionale ma è un’ordinanza storica per la realtà abruzzese” aggiunge Mariano Di Giancroce, il legale della famiglia.

Negli scorsi anni ci sono stati diversi casi simili nel resto d’Italia. Chiara Garacci dell’Associazione Abilmente Uniti, ad esempio, è un avvocato che si occupa della tutela legale per i diritti degli studenti con disabilità di tutti i gradi scolastici frequentanti istituti in Sicilia. “Abbiamo vinto sempre tutti i ricorsi presentati al Tar. Non è per nulla scontato però – evidenzia a ilfatto.it Garacci – che le cifre da pagare alle famiglie degli studenti disabili vengano erogate dagli enti locali entro i tempi previsti per legge. Purtroppo in diversi Comuni siciliani a distanza di oltre 3 anni spesso le famiglie non hanno ancora ricevuto gli importi stabiliti dal Tar, e continuano a dover agire per vie legali per far ottemperare le precedenti ordinanze, con uno spreco enorme di risorse e soprattutto con la dannosa reiterazione dei disagi subiti dagli alunni con disabilità”.

Tutte le scuole italiane sono chiuse momentaneamente per la sospensione forzata causa Coronavirus. Ci sono stati riscontri da Atri per l’assistenza a vostro figlio quando riapriranno le scuole? “Al momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dal Comune di Atri – risponde Concezio Del Principio – Il provvedimento del tribunale ha fatto giustizia di tanta sofferenza, ora sarà importante constatare se il Comune si adeguerà spontaneamente alla decisione o se si opporrà fino alla fine, perché di tale comportamento dovrà rendere conto a tutta la comunità sociale. Per ora abbiamo solo potuto constatare le dichiarazioni rilasciate dall’assessore con delega ai Servizi scolastici Domenico Felicione al Messaggero con le quali ci assicura che verrà garantita l’assistenza scolastica”.

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