di Riccardo Lenzi

In attesa dell’inizio del processo ai presunti mandanti della bomba che il 2 agosto 1980 massacrò 85 innocenti, credo possa essere utile rimettere in fila, a disposizione di chi voglia leggerle, qualche informazione su uno degli imputati, accusato di aver partecipato attivamente alla più sanguinosa delle stragi nere: Paolo Bellini.

L’uomo dei segreti, il cui viso pare sia stato filmato alla stazione di Bologna proprio il 2 agosto 1980, pareva deciso a cambiare vita e, anche grazie alla fede, chiudere con un passato burrascoso. Ma i fantasmi del passato sono tornati a disturbare l’agognata quiete dell’aviere reggiano. Oltre alle telegrafiche informazioni apparse in alcuni articoli pubblicati durante il processo a Gilberto Cavallini (recentemente condannato in primo grado quale complice degli altri esecutori: Mambro, Fioravanti e Ciavardini nella medesima strage), ad oggi l’unico libro interamente dedicato a Bellini è La primula nera (Aliberti, 2009) di Giovanni Vignali, giornalista di Reggio Emilia.

Paolo Bellini, l’ex terrorista nero nelle pagine dei giornalisti che si sono occupati di lui

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